ACUTO - L'assessore alla cultura Nino Piras replica alla lettera aperta scritta qualche giorno addietro dall'ex-assessore Tamara D'Ascenzi: «È significativo che il tuo intervento si apra, a scanso di equivoci, con delle "scuse preventive". Epperò per prevenire ogni equivoco sarebbe opportuno esprimere il proprio pensiero nel modo più chiaro possibile. Lo dico in premessa perché rilevo nella tua missiva una contraddizione che non mi permette di esser certo di ciò che intendi dire, o meglio, proprio per esser chiari: di dove vuoi andare a parare. Da una parte infatti sembri esprimere una certa fiducia nel mio operato, o quantomeno una "speranza", sulla base delle "esperienze vissute insieme", e quindi, debbo intendere, con una certa residua stima nei miei confronti nonostante le diverse scelte politiche; dall'altra mi accusi di aver espresso col mio silenzio una insensibilità di fondo rispetto ad una serie di questioni amministrative di cui fai il puntuale (?) elenco.
Insomma: il tuo rilievo è di aver, col mio silenzio, avallato una supposta "discontinuità", ovviamente in senso negativo, rispetto alle realizzazioni della precedente amministrazione, che aveva fatto del nostro paese «un piccolo gioiello della Ciociaria». Mi rimproveri dunque di aver parlato di qualcosa (il fotovoltaico) tacendo di altro.
Credo che le cose stiano in modo significativamente diverso da come le rappresenti, e non ritengo che sul piano amministrativo vi sia stata quella "discontinuità negativa" contro cui avrei dovuto alzare la voce.
Nel merito, posso ovviamente confermare che «il mancato rifinanziamento del servizio civile con la mancata possibilità di occupare ben otto persone» ha creato una situazione di oggettiva difficoltà rispetto alla situazione che era venuta a determinarsi grazie al positivo apporto di numerosi volontari nei progetti coordinati dal Comune. Mi sembra però pericolosamente ambiguo il modo in cui presenti questa vicenda, lasciando intendere ai lettori che tale mancato rifinanziamento sia responsabilità dell'attuale amministrazione, e specificamente mia, per non aver in qualche modo «rotto il silenzio».
Dovresti ben sapere, perché eri parte integrante dell'amministrazione, che il progetto non rifinanziato è stato presentato nell'ottobre del 2008: ovviamente, essendo subentrata diversi mesi dopo tale data, l'attuale amministrazione non ha potuto influire in alcun modo, nè positivo nè negativo, sull'esito di quella richiesta. La graduatoria definitiva è stata peraltro approvata proprio nel mese di giugno 2009. Cosa avrei potuto dire al riguardo, contro chi e per quale motivo avrei dovuto alzare la voce?
Dato che mi spingi a farlo, dico la mia sulla vicenda, esprimendo il mio apprezzamento per il modo professionalmente ineccepibile con cui tale iniziativa è stata coordinata dalla dottoressa Roberta Ciocci: i due progetti presentati, in materia ambientale e di servizi sociali, hanno ottenuto un punteggio molto elevato, anche superiore a quello di numerosi altri enti locali di dimensioni maggiori del Comune di Acuto. Purtroppo i considerevoli tagli ai finanziamenti erogati al Servizio Civile hanno fatto sì che tali progetti, pur ottenendo una valutazione assolutamente positiva, non siano stati comunque inseriti tra quelli finanziati a causa dell'insufficienza strutturale delle risorse a disposizione.
Ci accingiamo in questi giorni a presentare una nuova domanda per il bando attualmente aperto: l'auspicio è che, nonostante la prospettiva di ulteriori tagli dei fondi, riusciremo ad ottenere la riattivazione di questa esperienza per gli anni a venire. Non vedo dunque ragioni di particolare polemica.
Per quanto riguarda la riduzione degli orari di alcuni servizi, dal CUP alla biblioteca, si è certamente trattato di scelte non semplici né indolori, determinate però dalla stringente necessità di contenere prudenzialmente il fronte delle spese in considerazione di una situazione di bilancio che si prospetta tutt'altro che rosea e che impone, e imporrà, una assunzione di responsabilità da parte di tutti, e scelte comunque difficili. Non è questa la sede per approfondire gli aspetti legati al bilancio, su cui però una riflessione seria ed articolata andrà pur svolta.
L'estrema ristrettezza delle risorse a disposizione non vuol certo dire disinteresse riguardo alle attività della biblioteca: il mio impegno è e sarà massimo non solo per far sì che l'orario di apertura possa comunque assicurare compiutamente il soddisfacimento delle esigenze degli utenti, ma anche affinché si realizzino, come si stanno realizzando, le iniziative all'interno delle scuole. A tal fine il mio assessorato ha predisposto già dallo scorso mese di ottobre uno specifico progetto dal titolo «Un libro per amico» che vedrà coinvolte le classi III, IV e V della scuola elementare: proprio in questi giorni l'iniziativa sta partendo grazie alla preziosa collaborazione di Cristina Scalambra, che si è resa disponibile a mettere la propria professionalità a disposizione del nostro paese, e che approfitto di questa occasione per ringraziare pubblicamente.
Questo nuovo progetto si affianca a quello attivo già negli anni scorsi e curato dal sistema archivistico intercomunale.
Altre iniziative che vedono coinvolta la biblioteca sono in cantiere, e mi auguro che possano incontrare l'interesse della cittadinanza.
Aggiungo tra le cose su cui non ho rotto il silenzio, e che non sono state citate da te, l'attivazione della connessione internet alle scuole di Acuto: una carenza grave che si trascinava da troppi anni e che speriamo di poter sanare, anche questa a costo praticamente zero per il Comune, nelle prossime settimane.
Per quanto riguarda la chiusura della L.E.A., dalle informazioni in mio possesso la nuova amministrazione provinciale ancora non chiarisce i propri intendimenti al riguardo; non è il Comune, o l'assessore alla cultura che può determinare alcuna decisione in merito.
Ritenendo di aver risposto nel merito delle questioni amministrative, ritengo doveroso rispondere anche all'ultima e forse più pregnante domanda cioé: «le chiedo, ti chiedo, caro Assessore, cosa ti succede e perché».
Sulla questione del fotovoltaico ho espresso con forza una posizione personale che mi è stata fortemente rimproverata da più parti, al punto che più di qualcuno è giunto a chiedere le mie dimissioni. Ritengo di aver legittimamente esercitato la mia facoltà di critica, su una questione di grande rilevanza che interessa tutto il paese e che andrebbe affrontata, come ho scritto in quel mio intervento, a partire da una analisi della situazione che prescinda da valutazioni astrattamente politiche per considerare anche alcuni imprescindibili elementi concreti, possibilmente con il massimo coinvolgimento della popolazione.
Credo che, giusta o sbagliata che sia la mia posizione, un impegno per cercare di rendere più reciprocamente dialoganti le varie anime del paese nel merito dei problemi piuttosto che con l'intento di ottenere vantaggi tattici per il proprio gruppo di riferimento in contrapposizione agli altri sia la sola, responsabile strada per far fare ad Acuto un decisivo passo in avanti.
Questo era il senso del mio intervento, che credo prescinda il merito specifico della questione fotovoltaica.»
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