ROMA - La prima è stata l'economista Loretta Napoleoni, che ha risposto positivamente sulle colonne dell'Unità all'invito di un gruppo di sostenitori. Il giorno dopo è il turno dell'inventore dell'estate romana, Renato Nicolini. Non riuscendo ad individuare un candidato condiviso, il centro-sinistra può iniziare a contare su qualche autocandidatura volenterosa, dopo il "gran riufiuto" di Nicola Zingaretti e di Enrico Gasbarra. «Mi hanno chiamato – ha dichiarato Loretta Napoleoni - la notte di Natale, mi hanno proposto di candidarmi. Ho pensato che fosse mio dovere, sono anni che dico che bisogna tornare alla società civile e che il sistema ha bisogno di rinnovamento, non potevo tirarmi indietro, non era logico. Lo faccio come dovere, la politica deve ritornare al concetto di dovere, il politico è un servitore del cittadino».
«Non si può far finta di nulla» scrive invece Nicolini in una nota, che prosegue: «E neppure ricorrere a spostamenti di casella della nomenclatura poco graditi dagli elettori. Le primarie hanno un senso se scendono in campo idee e si vota su queste. Ritengo di poter rappresentare un progetto che vada oltre il modello Roma di Rutelli e Veltroni. Perché, anche la memoria è importante per progettare novità e voglio ricollegarmi ad Argan e Petroselli.
Il riequilibrio della Regione - spiega Nicolini - passa inoltre per fasce trasversali forti (Rieti - Viterbo; Latina - Frosinone), alternative all’organizzazione viaria e infrastrutturale Roma-centrica, e per un collegamento forte (e una comune lotta alla criminalità organizzata) di Roma con Napoli e del Lazio con la Campania, per creare un’area d’industria culturale e di servizi di qualità competitiva con le aree forti del Nord».
Nel clima nervoso di questi giorni la coalizione di centro-sinistra stenta ad individuare una strategia comune per la redazione del programma e l'individuazione del candidato alla presidenza: Massimo Pompili, deputato ed ex-vicepresidente della Regione Lazio auspica un cambio netto di strategia e rivolgendosi al segretario regionale Alessandro Mazzoli chiede che «il gruppo dirigente regionale e nazionale porti avanti l'iniziativa più adeguata per trovare soluzioni politiche vincenti, ivi comprese le auspicabili primarie di coalizione».
Primarie per le quali Sinistra e Libertà ha già indicato il nome dell'assessore Luigi Nieri.
Il quadro è destinato a chiarirsi con i nuovi incontri previsti nei prossimi giorni. Il segretario nazionale del PD, Pierluigi Bersani, ostenta calma: «Non dobbiamo vincere la gara delle candidature ma le elezioni di marzo. Se serve qualche giorno in più per lavorare alle coalizioni e individuare i candidati vincenti, ci prenderemo qualche giorno in più».
Dichiarazioni che non convincono l'IdV: «se il Pd non trova un candidato in tempi brevi, l'Italia dei Valori ne indicherà uno. Nel Lazio penso a Ignazio Marino o a Mario Adinolfi», ha dichiarato il segretario regionale Stefano Pedica, che per rafforzare il concetto ha annunciato una conferenza stampa con Antonio Di Pietro per il 7 gennaio prossimo.
Sabato 9 gennaio Polverini a Frosinone
Nel frattempo Renata Polverini, candidata alla presidenza della Regione Lazio per il centro-destra, si appresta ad aprire la sua campagna anche in Ciociaria: l'appuntamento è per sabato 9 gennaio a Frosinone. L’ex-segretario dell’Ugl, infatti, sabato prossimo inaugurerà la sua campagna elettorale visitando alcune città del Lazio. Sabato mattina si recherà a Rieti, nel pomeriggio come anticipato visiterà Frosinone e nella serata Latina. Domenica 10 gennaio sarà la volta di Viterbo. Ad accompagnare la Polverini ci saranno Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri oltre ai vertici regionali e locali del Popolo delle Libertà.
Scaramucce interne al centro-destra
Il centro-destra si ricompatterà dunque intorno alla sua candidata dopo gli attacchi di Vittorio Feltri, che nei giorni scorsi aveva polemizzato con la candidata Polverini, polemicamente ribbatezzata «una Epifani in gonnella», attaccando frontalmente la candidata prediletta del Presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Chi ha perso iscritti come sindacalista dell'UGL non potrà certo guadagnare voti come presidente del Lazio».
Gli risponde Filippo Rossi, della fondazione FareFuturo vicina alle posizioni di Fini: «Così proprio non va», scrive Filippo Rossi prendendo le distanze da «quel Vittorio Feltri che si è autoproclamato unico depositario delle idee, degli umori e delle speranze degli elettori del centrodestra».
Difesa anche da Daniela Santanché (io donna di destra sto con la Polverini - ha scritto rivolgendosi a Feltri), la Polverini ha voluto solo precisare in un'intervista alla Stampa: «Le candidature le decide Silvio Berlusconi e nessuno convince il leader del Pdl se non è convinto lui stesso della bontà della sua scelta».
Illustrando il processo attraverso cui si è giunti alla sua candidatura, la Polverini si è ben guardata dall'entrare direttamente in polemica con Feltri: a questo punto qualunque ulteriore polemica rischierebbe solo di aumentare la conflittualità interna a una coalizione cui basta invece difendere il vantaggio tattico conquistato fino a questo momento per vincere le elezioni del prossimo marzo.
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