ROMA – Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ieri è tornato ad escludere la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione Lazio per il centro – sinistra. «Io non vorrei - ha fatto sapere l'esponente del Partito Democratico - che si ingenerasse un equivoco. In realtà non c'è nessun cambiamento e anzi a guardare il quadro politico che si sta determinando esclude che si possa procedere sulla mia candidatura». Nella giornata di sabato, infatti, si era diffusa la notizia che Zingaretti avesse dato disponibilità per la propria candidatura ponendo due condizioni: che a sostenerlo fosse il più ampio concorso di forze disponibile, dall'Udc a Sinistra e Libertà, e che la partita della Regione Lazio fosse giocata contestualmente a quella della Provincia di Roma. Due ipotesi che al momento non trovano riscontro nei fatti, con Sinistra Ecologia e Libertà che pone paletti rispetto all'estensione dell'alleanza all'UdC e l'Italia dei Valori che ha già annunciato che non parteciperà al vertice del centro-sinistra in programma per oggi. Il Coordinatore regionale IdV Stefano Pedica è stato categorico: «Non ci saremo perché non ci sono novità politiche: si parlerà di Udc e di “pseudocandidature” e non di programmi. E l’Udc non va anteposto agli altri partiti del centrosinistra ma deve condividere le nostre proposte».
Il segretario regionale UdC Luciano Ciocchetti ha dal canto suo ribadito la necessità di trovare accordi programmatici prima ancora che sui nomi, indicando come prioritari i punti relativi alla sanità, alle politiche per la famiglia e all'area metropolitana come base sulla quale trattare per la definizione di un accordo. La chiusura delle trattative è rinviata all'inizio del prossimo anno, ma le premesse non sembrano essere positive per un accordo col centro-sinistra.
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