ROMA - L'ufficio di presidenza del PdL ha approvato all'unanimità la candidatura di Renata Polverini, segretaria dell'UGL, alla presidenza della Regione Lazio. È stata così definitivamente ufficializzata una decisione che era nell'aria ormai da mesi, e che conferma, almeno allo stato attuale, un vantaggio organizzativo del centro-destra sul centro-sinistra nel Lazio. Le ultime riunioni hanno piuttosto confermato lo stallo in corso, con IdV e Sinistra che chiedono la conferma dell'attuale linea programmatica della coalizione e guardano con sospetto ai tentativi di avvicinamento del PD verso l'UdC di Pier Ferdinando Casini, che avrebbe la capacità di spostare da una parte o dall'altra tra il 6 e l'8% degli elettori del Lazio.
A questo riguardo l'esponente del PD Francesco D’Ausilio spiega che l’intento «è quello di allargare lo spettro del centrosinistra anche al partito guidato da Casini. L’idea è quella di creare una coalizione che sia più larga possibile ma che tenga presente tutti i punti di vista».
Immediato il distinguo da parte della segretaria regionale del Prc, Loredana Fraleone che avverte: «Non siamo noi a decidere se l’Udc vuole stare dentro o no. Noi abbiamo il nostro programma con dei punti fondamentali a cui non rinunciamo, tra cui quelli che riguardano le coppie di fatto e il nucleare».
Il segretario regionale dell'IdV Stefano Pedica ha dichiarato nei giorni scorsi: «Siamo partiti da alcuni punti programmatici che per noi sono irrinunciabili e che auspichiamo possano essere condivisi: questo è propedeutico all’avvio della discussione su tutte le altre questioni, compresa quella del candidato alla presidenza».
Melandri, ultima spiaggia?
In realtà la scelta del candidato è di primaria importanza nel determinare gli equilibri interni alla coalizione: la scelta della Polverini condizionerà inevitabilmente la posizione dell'UdC (è una candidata molto vicina alle posizioni centriste), mentre il cattolico Enrico Gasbarra ha già comunicato la propria indisponibilità. Esterino Montino sarebbe invece ben disposto a correre, ma i sembrerebbero indicare che non sarebbe un candidato dotato dell'appeal giusto per richiamare alle urne un elettorato di centro-sinistra disilluso e scosso dopo lo scandalo che ha travolto l'ex-presidente Piero Marrazzo.
Partita persa, allora? Non inevitabilmente, stando ai dati diffusi dall'istituto Crespi: potrebbe essere Giovanna Melandri a rimettere in carreggiata la coalizione di sinistra, capace di fronteggiare la Polverini in un testa a testa (36% contro 38%) nonostante la distanza siderale che separa il PdL (al 44%) dal PD (al 26%), recuperando voti in quello che al momento è il secondo partito nel Lazio: gli indecisi (26%).
Ma per farlo, bisognerà dimostrare di avere una piattaforma politica più credibile di quella che si prospetta oggi.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




