ROMA - Prosegue su toni aspri il dialogo interno alla maggioranza che oggi governa la regione Lazio in vista delle elezioni regionali del 2010. Fumata nera dopo l'incontro svoltosi nel pomeriggio di oggi pomeriggio presso la sede regionale del Partito Democratico cui hanno partecipato i rappresentanti della Federazione della Sinistra del Lazio (PRC, PdCI, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà) e dell'Italia dei Valori. Agli uni e agli altri non vanno giù in particolare il rapporto privilegiato che il Partito Democratico starebbe tentando di costruire con l'UdC, e la modalità di scelta del candiato alla presidenza attraverso il meccanismo delle primarie. I disaccordi su questi punti stanno rendendo sempre più difficili e meno diplomatici i rapporto nell'ambito della coalizione.
Un comunicato congiunto di Sinistra e IdV, diffuso nella serata di oggi è eloquente al riguardo: «Siamo contrari all’ipotesi delle primarie per la scelta del candidato alla presidenza - prosegue la nota – sia perché non ci piace la personalizzazione della politica, sia perché i tempi non consentono un reale percorso democratico. Quanto alla volontà del Pd di aprire all’Udc, abbiamo ribadito la distanza dal partito di Casini sul piano dei contenuti e del programma. Alle domande poste nei giorni scorsi - su nucleare, politiche energetiche, rifiuti, privatizzazione dell’acqua - l’Udc non ha risposto e il Partito democratico è stato evasivo».
Il comunicato conclude: «Per vincere le elezioni è necessario ricostruire uno schieramento di centrosinistra in grado di dare un segno di svolta e discontinuità. Certo, queste non possono venire dalla presenza dell’Udc che, comunque, rimane un problema del Pd».
Nei giorni scorsi il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa alla Pisana, Giovanni Carapella, aveva dichiarato: «L’unico metodo efficace per la scelta del candidato Presidente è quello delle primarie di coalizione per consentire a centinaia di migliaia di elettori di centro sinistra di contribuire alla scelta del candidato. Quella delle primarie è una grande chance che il centrosinistra ha, dopo la dolorosa e inquietante vicenda Marrazzo, di riannodare i legami con il proprio popolo».
Ma a questo punto sembra che la vicenda Marrazzo non sia che una delle molte debolezze che minano alla radice le possibilità di una nuova vittoria del centrosinistra nel Lazio, a meno che non intervengano novità politiche tali da stravolgere, prima di marzo, il quadro della situazione.
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