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I socialisti denunciano la crisi di "Sinistra e Libertà"

Partito SocialistaROMA - «Non aver compreso la gravità della crisi in corso, la rottura degli impegni politici e organizzativi sottoscritti e le continue pressioni per costituire un nuovo partito dall'identità confusa, hanno determinato la crisi di Sinistra e Libertà.» Si apre così il documento approvato ieri all'unanimità dalla Segreteria Nazionale del Partito Socialista Italiano che certifica la crisi per la formazione politica "Sinistra e Libertà”. Dopo il cambio di linea politica dei Verdi, il cui Congresso si è espresso per l'abbandono dell'alleanza elettorale, ora sono i Socialisti a smarcarsi e a ribadire la propria autonomia politica, denunciando il mancato rispetto degli accordi sottoscritti lo scorso anno.  Sinistra e Libertà appare in queste ore afasica: persino il sito internet è stato auto-oscurato per l'impossibilità di concordarne i contenuti politici tra le diverse componenti, e da quasi una settimana vi campeggia solo la scritta: «Portale in manutenzione». Il segretario socialista Riccardo Nencini spiega le ragioni dei socialisti: «La decisione assunta di interrompere ogni attività legata a SeL a livello nazionale e sui territori è stata determinata dal tradimento degli accordi sottoscritti il 19 dicembre: sin dalla formazione di Sinistra e Libertà abbiamo chiarito che si trattava di una alleanza elettorale e che tale sarebbe rimasta poiché il Psi non si sarebbe sciolto allo scopo di costituire un nuovo partito». Il segretario regionale della Toscana, Pieraldo Ciucchi traccia la linea che evidentemente per i socialisti rappresenta un modello valido su tutto il territorio nazionale: «Il PSI non si è lasciato trasportare nel campo arido dell’antagonismo. È rimasto nel campo riformista delineando un accordo elettorale con il PD e si presenterà alle elezioni con una lista unitaria di democratici e socialisti il cui simbolo sarà la sintesi dell’accordo politico che abbiamo stipulato alla luce del sole». Il documento approvato dalla segreteria evidenzia le ragioni politiche di contrasto: «più volte i socialisti hanno richiamato la necessità di discutere il progetto di SeL da presentare agli italiani in vista delle elezioni regionali del marzo 2010. Più volte hanno messo in evidenza quanto SeL dovesse interpretare il profilo di un'Italia riformista da contrapporre al Paese prigioniero del conflitto governo/giustizia. Si è risposto a questa urgenza dando priorità ad un controverso dibattito organizzativo anziché alle scadenze imposte dalla politica. Ma solo la politica può favorire un chiarimento». E in questo caso, la politica sembra quella di ripartire da un confronto con il Partito Democratico, coniugando la tradizionale identità socialista in chiave riformista. Una scelta che non mancherà di innescare ricadute sulla politica locale, proporzionali al radicamento elettorale socialista nei diversi contesti geografici.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Aprile 2010 14:32

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