FROSINONE - Sembra avviarsi verso una ricomposizione la crisi politica in Provincia. Dopo i nervosismi e i colpi di mano dei giorni scorsi, i protagonisti dello scontro interno alla maggioranza si incontreranno nel pomeriggio di oggi per un chiarimento che, se non definitivo, consentirà comunque di rilanciare il dialogo e di dare respiro all'amministrazione guidata da Antonello Iannarilli. Al centro del confronto la delibera sulla società Multiservizi, della quale si tornerà a discutere in vista del prossimo Consiglio provinciale, la cui data potrebbe però slittare rispetto a quella prevista proprio per consentire tutti gli approfondimenti del caso.
Il coordinatore provinciale del Pdl, Franco Fiorito, ha diffuso un documento che spiega l'assenza dei 7 consiglieri non come «un atto politico contro il presidente ma una misura di tutela dell'Amministrazione, poiché la delibera presentava notevoli aspetti di perplessità tecnica».il capogruppo del Pdl Mario Abbruzzese indica la via d'uscita dall'impasse: «Imposteremo nella maniera più corretta possibile il procedimento amministrativo».
Il contrasto politico dietro le ragioni "tecniche"
L'incontro tra i massimi responsabili del centro-destra frusinate è fissato per oggi pomeriggio alle 18:00.
Se ufficialmente la rottura di lunedì tra Iannarilli e gli assessori ex-Allenaza Nazionale, con il presidente che ha ritirato le deleghe assessorili, è avvenuta sulla delibera che punta ad azzerare una coppia di società di servizi partecipate dalla stessa Provincia, “Multiservizi” e “Azienda Servizi Vari”, è ormai chiaro che la natura della crisi è tutta di natura politica. La sensazione è che la vera disputa sia su chi debba realmente impugnare il bastone del comando nella giunta della Provincia di Frosinone: il presidente eletto dai cittadini con il concorso importante di alcune liste civiche o i vertici locali del PdL? Non a caso, nel mirino di alcuni esponenti del Popolo delle Libertà, in primis il senatore Giuseppe Ciarrapico, è finita Andreina Raponi, direttore generale della Provincia ma soprattutto braccio destro del presidente e da anni sua collaboratrice. Una figura, quella della Raponi, che lavora a fianco di Iannarilli dai tempi in cui il presidente era assessore all’agricoltura della Regione Lazio. Ciarrapico, ma anche altri esponenti della PdL, accusano la Raponi di andare oltre i suoi compiti tecnici. Come era lecito aspettarsi Iannarilli in queste ore ha difeso a spada tratta la sua collaboratrice: «Ciarrapico sbaglia bersaglio. Non è la Raponi che blocca le delibere, sono i dirigenti che debbono produrle. Su mio mandato lei sta solo molto attenta a che non ci sia spreco di denaro pubblico». Altro motivo che ha innescato la crisi è sicuramente l’imminenza delle elezioni regionali con il coordinatore ciociaro del Pdl Franco Fiorito e il capogruppo provinciale Mario Abbruzzese pronti a scendere in campo.
La soluzione della crisi sembra vicina
Se in un primo momento, come spesso avviene in politica, la frattura fra le parti sembrava insanabile nelle ultime ore sembra che ci si stia avviando ad una risoluzione, con la crisi che potrebbe essere già superata in queste ore. I “pompieri” che hanno lavorato alla ricomposizione della frattura sembrano aver combinato una sorta di armistizio: dopo la riunione di oggi Iannarilli potrebbe riaffidare le deleghe assessorili a De Angelis, Ruspandini e Cardinali e magari accettare anche di rinviare la delibera sull’azzeramento dei due enti per perfezionarne l’atto, proprio come gli chiedevano i consiglieri. Appare invece improbabile che il presidente della Provincia accetti di rinunciare alla sua collaboratrice Andreina Raponi. Se alcuni esponenti del PdL facessero di quest’ultimo un punto irrinunciabile non sarebbe da escludere un nuovo irrigidimento di Iannarlli e si rischierebbe seriamente di rompere il giocattolo.
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