ROMA – Sembrava dover essere ieri il giorno in cui in centro-destra avrebbe sciolto ogni dubbio e ufficializzato la candidatura, in vista delle prossime elezioni regionali, di Renata Polverini, segretario del sindacato Ugl. A far slittare l’ufficializzazione della candidatura sembrano essere state anche le perplessità del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il sindaco di Roma ha spiegato: «la vicenda del Lazio deve essere inserita nel quadro nazionale.
E dato che i congressi provinciali e regionali, che stabiliranno gli equilibri interni al Pdl, si svolgeranno fra più di un anno, fino ad allora dovremo rispettare i vecchi pesi di Forza Italia e An. Di conseguenza, credo che sia doveroso offrire all' ex Alleanza Nazionale almeno due regioni: oltre alla Calabria, dove correrà Scopelliti, il Lazio, che è da sempre un territorio in cui il mio ex partito è forte. Certo, si potrebbe dire che An ha già il sindaco di Roma, ma non mi sembra un ragionamento valido».Il "quadro nazionale" cui Alemanno fa riferimento mette in gioco anche quel che avverrà in Campania, dove Pasquale Viespoli, sottosegretario al Welfare (in quota AN) potrebbe sostituire in corsa Cosentino (Forza Italia), insidiato anche dalla candidatura di Stefano Caldoro (ex PSI).
In questo caso, il riequilibrio delle forze farebbe tornare in gioco il commissario europeo (FI) Antonio Tajani (che potrebbe dover lasciare la Commissione Europea per liberare il posto agli esteri in favore di Massimo D'Alema) oppure l'imprenditrice Luisa Todini, che Silvio Berlusconi potrebbe peraltro decidere di schierare nella difficile competizione per l'Umbria.
La Polverini ancora in corsa
Voci di corridoio vorrebbero la Polverini particolarmente irritata per l'incoronazione mancata, o forse soltanto rimandata. Non mancano infatti gli appelli in suo favore, a cominciare da quello autorevole di Donato Robilotta, consigliere regionale PdL (in quota Nuovo PSI), che spiega: «Individuare da subito il nostro candidato è l’unico vantaggio che abbiamo in questa fase. Il PdL deve stare poi attento a non trasformare il Consiglio Regionale, che è un’assemblea legislativa di rango Parlamentare, in un grande Consiglio comunale con amministratori più attenti giustamente al proprio territorio che ad una visione più ampia dell’interesse che è una funzione essenziale per un Ente di programmazione qual è la Regione. Con la Polverini bisognerà immediatamente costruire un gruppo in grado di scrivere un programma elettorale e individuare la squadra di governo, che deve essere soprattutto frutto non della spartizione ma della capacità di governo e bravura amministrativa. Per questo lancio un appello ai vertici del PdL di dare subito il via libera, già nelle prossime ore, alla candidatura alla Presidente della Regione della Polverini che proveniente dal mondo del lavoro ha un qualcosa in più degli altri candidati».
Anche Gianfranco Fini sta intensificando il pressing su Pierferdinando Casini perché l’Udc sostenga la Polverini nel Lazio come coronamento di una intesa politica di rilevanza nazionale.
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