ROMA - Come prevedibile, il centro-sinistra arretra pesantemente nei sondaggi elettorali in vista delle elezioni regionali 2010 dopo l'esplodere dello scandalo Marrazzo e le conseguenti dimissioni del Governatore del Lazio. Mentre poche settimane fa era il centro-destra a inseguire, con i propri candidati che accusavano uno svantaggio di circa 5 punti percentuali, nelle condizioni attuali Renata Polverini sembrerebbe poter godere di un margine di vantaggio significativo nella corsa elettorale per il Lazio.Nell'attuale situazione, anche Giorgia Meloni prevarrebbe facilmente sui candidati di centro-sinistra.
La vicenda Marrazzo peserebbe anche sugli equilibri interni alla maggioranza: rischiano di evaporare quegli elementi direttamente in quota alla "Lista Marrazzo", mentre anche il PD subisce un importante ridimensionamento (dal 30 al 25% dei consensi) a vantaggio non solo della destra, ma anche di IdV e UdC, che crescono entrambe di quasi il 2%.
Le conseguenze sui rapporti con l'UdC
La dipartita di Marrazzo ha provocato l'interruzione dell'intenso lavorio diplomatico che sembrava destinato a produrre l'accordo politico tra centro-sinistra e l'UdC di Pierferdinando Casini: una manovra politica che avrebbe prodotto un significativo vantaggio elettorale nei confronti del Popolo della Libertà.
Ma dopo le dimissioni di Marrazzo, l'UdC sembrerebbe intenzionata a correre da sola e anzi: in questa fase l'eventuale candidatura di Renata Polverini potrebbe costituire un elemento in grado di favorire un accordo con il centro-destra.
L'imbarazzo dei possibili candidati di centro-sinistra
Nel clima pesante di questi giorni la difficoltà sembra quella di trovare un candidato credibile e desideroso di spendersi in una battaglia elettorale che rischia concretamente di trasformarsi in una grave sconfitta per la sinistra. Walter Veltroni ha già rinunciato, non volendo correre il rischio di una bocciatura elettorale simile a quella subita lo scorso anno da Francesco Rutelli, quando per la terza volta si è candidato a sindaco di Roma. Veltroni ha rilanciato il nome di Achille Serra, altra candidatura non certo irresistibile.
Anche Nicola Zingaretti si è detto non disponibile a lasciare la presidenza della Provincia di Roma. Hanno declinato l'invito anche Enrico Gasbarra e Ignazio Marino. Il chirurgo reduce dalla corsa alla segretaria del Partito Democratico sostiene il principio per cui il candidato presidente vada individuato tramite le primarie.
Non la pensa così Bruno Astorre, presidente del Consiglio regionale, che ritiene che i tempi sono troppo stretti per ricorrere alle primarie. Per le quali le regole sono peraltro tutte da scrivere: se si trattasse di "primarie di coalizione", Sinistra e Libertà sarebbe pronta a candidare l'ex-assessore Luigi Nieri.
In calo sembrano le quotazioni di David Sassoli, che pure è uno dei pochi ad aver dato la propria disponibilità e Giovanna Melandri, che invece avrebbe già fatto un passo indietro. Come l'ex-ministro Rosy Bindi che ha subito chiarito: «le voci sul mio nome sono del tutto prive di fondamento e mi stupisce che possano circolare con tanta facilità. Ricordo che sono toscana e vivo a Sinalunga. Chiunque si candiderà a presidente del Lazio sarà un candidato o una candidata con una biografia, una storia e radici espressione di questa regione». In quota rosa resterebbero in corsa Silvia Costa o la radicale Emma Bonino.
Per il centro-sinistra regionale sembra insomma prefigurarsi una situazione paradossale: di solito la scelta di un candidato presidente richiede che qualcuno faccia un passo indietro in questo caso la vera difficoltà, almeno per adesso, sembra essere trovarne uno credibile e disposto a mettersi in gioco.
I giochi a destra
Clima completamente opposto tra le fila del centro-destra, dove al nome di Renata Polverini sembra mancare solo il requisito dell'ufficialità, che dovrebbe essere sancita tra qualche giorno proprio dal leader del PdL, Silvio Berlusconi. Corteggiata da uomini di AN come Alemanno e La Russa, la Polverini può contare anche sull'appoggio dei dirigenti del Lazio, come Alfredo Pallone e Vincenzo Piso, che ha manifestato il proprio entusiasmo nei confronti di una candidatura «che riesce a raccogliere consensi al di là dei partiti. È la candidatura di una persona valida e capace. Questa candidatura dimostra un'apertura e un'attenzione nei confronti dei mondi che si muovono intorno alla poltica: riteniamo che sia una candidatura vincente».
Prima dell'ufficializzazione la Polverini proverà sicuramente a trattare un avvicinamento con l'UdC di Pierferdinando Casini: a quel punto per il centro-sinistra vincere le regionali diventerebbe una impresa quasi proibitiva.
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