FROSINONE - Non c'è pace nel PD. Il giorno dopo i risultati delle primarie, salutate con entusiasmo dalla dirigenza del partito per i soddisfacenti dati sull'affluenza (buona nonostante il caso Marrazzo esploso alla vigilia del voto), l'atmosfera è incattivita da polemiche interne alle correnti che si sono contese fino all'ultima preferenza. Ad appiccare l'incendio il consigliere regionale Ettore Urbano, che aveva salutato i risultati della provincia di Frosinone con l'invito a dimettersi rivolto al segretario provinciale Mauro Buschini: «L’attuale dirigenza uscita dall’ultimo congresso deve avere la responsabilità di convocare al più presto la direzione e il segretario Mauro Buschini deve prendere atto dei nuovi rapporti di forza determinatesi all’interno del partito. Anche in provincia di Frosinone ci deve essere un’alternativa. Auspico, pertanto, un gesto di grande responsabilità da parte del segretario provinciale».
Non si è fatta attendere la replica di Buschini, che ha rinviato al mittente le richieste di dimissioni: «È proprio il caso di dire che ha parlato chi non poteva parlare. Il risultato della mozione Marino in questa provincia è stato straordinario anche alle primarie. Il senatore del Pd raccoglie nel frusinate quasi il triplo del consenso nazionale e ciò dovrebbe far riflettere un po’ tutti, compreso il buon Urbano. Questo risultato è per noi testimonianza di una grande forza e consenso. Un grande successo della mozione Marino. Il più grande risultato ottenuto dalla mozione Marino in Italia. Mi dispiace per Urbano, ma vedo che conosce poco il Pd e la sua storia. E’ bene anche precisare che il voto si è espresso sul segretario nazionale e su quello regionale, pertanto informo Urbano che se vuole cambiare il Segretario Provinciale si prepari, quando sarà il momento, a quella sfida dove a decidere saranno tutti gli iscritti del Pd, come previsto dallo Statuto regionale votato da tutti.
Non capisco, quindi, tanta voglia di rivalsa da parte di Urbano e dei suoi amici per i quali ogni occasione è buona per sferrare un attacco alla dirigenza provinciale del Partito Democratico. Urbano deve sapere che un Partito come il nostro è fondato innanzitutto sulla moralità e su un codice etico ben preciso: proprio lui, ad esempio, per passare dalle parole ai fatti, dovrebbe dare “prova di responsabilità” e dimettersi dal doppio incarico di consigliere regionale e presidente dell’Ater visto che lo Statuto del Partito e la legge regionale non contemplano la possibilità di rivestire contemporaneamente i due ruoli. Inoltre, per quanto riguarda “la questione del tesseramento” e le polemiche che ne hanno fatto seguito, va precisato che il tesseramento è stato libero e aperto a tutti. Su questo punto non rispondo più, i nostri iscritti meritano rispetto perché hanno passione, senso di appartenenza e spirito di sacrificio. Gente che dalla politica non ha mai preteso e avuto nulla. Forse tutto questo a qualcun altro non appartiene».
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