ad acta, ha fornito stamane al Consiglio Regionale del Lazio, presieduto da Bruno Astorre (Pd) comunicazioni urgenti circa il nuovo Piano sanitario. «Non era un percorso obbligato portare in aula in Piano - ha premesso - Ma ho valutato che si era arrivati a un passaggio determinante non solo per l'attuale legislatura, ma per il futuro dei cittadini del Lazio».A Marrazzo sarebbe piaciuto che il piano fosse sottratto dalla polemica e giudicato esclusivamente sulla base dei benefici che esso potrà dare all'intera collettività e sulle eventuali correzioni da apportare per migliorarlo.
«Avrei desiderato che un dibattito aperto e leale con l'opposizione non venisse a mancare proprio oggi. Un Piano che determina l'offerta sanitaria dei prossimi anni per sei milioni di persone è cosa troppo importante per essere abbandonato ai marosi della bagarre della politica». Il Pdl, i cui consiglieri non erano in aula, secondo il governatore del Lazio ha perso un'occasione. «Sarebbero stati importanti i rilievi da parte di chi conosce il territorio e ha il dovere di interpretarne le esigenze. E invece ci troviamo di fronte agli scranni vuoti dei consiglieri, rifugiati su un improbabile Aventino, e autoridotti a un silenzio forzoso e pretestuoso, che suona davvero come una resa».
Marrazzo ha apprezzato «l'atteggiamento responsabile e propositivo dei consiglieri dell'Udc che voglio ringraziare a prescindere dalla posizione che vorrà prendere in aula sul Piano sanitario». Ed ha aggiunto: «Ciò che è utile, è un confronto serrato da cui possano scaturire ipotesi nuove e proposte di lavoro. Mi riferisco, per fare un esempio concreto, a una delle sfide che ci ha lanciato proprio l'Udc e che noi ci sentiamo di dover raccogliere: quello della semplificazione e della riduzione del sistema di governo delle Asl è una sfida che la maggioranza deve fare propria, perché si tratta di un tema reale».
I conti della Sanità del Lazio
Quanto ai conti della Sanità laziale, ha rivendicato che il debito pregresso di circa 10 miliardi è stato quasi del tutto pagato esclusivamente con risorse regionali. «Il disavanzo - ha detto Marrazzo - è sceso da 2 miliardi a un tendenziale 2009 di 1 miliardo e 300 milioni. Siamo come una grande nave che, seppur lentamente, ha avviato un'inversione di rotta: la nostra prua, ormai, va in una direzione contraria a quella del passato. E questo è il dato più importante». E ancora: «Sui posti letto, ci era stato dato l'obiettivo di ridurne 4.800; ne abbiamo ridotti 4.100. Considerato poi il riconoscimento dell'effettivo aumento della popolazione, siamo già vicini al target di 3,5 posti letto per mille abitanti. Gli obiettivi da raggiungere restano quelli fissati dal Piano di rientro e sono stati in gran parte già realizzati. Ora però non vogliamo stressare il sistema. Noi stiamo facendo nel Lazio in tempi record quello che altre Regioni, ora virtuose, hanno fatto in 10 anni». Parole di apprezzamento sono state pronunciate dal commissario Marrazzo per il lavoro svolto dalla commissione Sanità del Consiglio regionale con le audizioni di enti locali, sindaci, rappresentanze sindacali, quelle di categoria e associazioni.
«Il centrosinistra - ha proseguito Marrazzo - si è assunto la responsabilità di un'operazione di risanamento senza precedenti. Ci siamo assunti la responsabilità di interventi reali sulla rete ospedaliera del Lazio, che hanno comportato la riconversione di intere strutture». Ha così ricordato il caso di quella della riconversione del San Giacomo, compiuta «senza timore di affrontare le proteste dei cittadini, spaventati dalle conseguenze di un cambiamento così radicale per la città». E senza paura «di un'opposizione che non ha esitato a cavalcare strumentalmente tutte queste proteste, anche se significava andare contro decisioni prese e concordate con il Governo nazionale. Un'opposizione che non si è fatta problemi a dar voce o a inventare di sana pianta enormi speculazioni sul San Giacomo, accordi segreti con costruttori e via dicendo. Sono tutti stati smentiti dai fatti».
Il San Giacomo sarà un poliambulatorio con un centro per assistere i malati terminali, con residenze per anziani, con un centro di igiene mentale. «Servizi veri, più utili e funzionali - ha sottolineato Marrazzo - in quel quadrante di posti letto per acuto, usati impropriamente. Il San Giacomo, insomma, diventa simbolo della nuova sanità anche per come si è arrivati al progetto per la sua rinascita, che è frutto di un confronto aperto e leale con il Governo, in particolare con il viceministro Fazio, che voglio ancora ringraziare, e con il Comune di Roma».
«Una rivoluzione copernicana»
«Ma i conti in regola non bastano a fare una buona sanità» ha tenuto a dire il presidente della Regione. «Ne sono solo la necessaria condizione. Perché si edifichi la nuova sanità, occorre una visione politica, serve un grande progetto d'insieme solido, moderno, calato sulla realtà e sulle specificità del territorio e sulle esigenze dei cittadini. Ecco che cos'è il Piano sanitario regionale. Il principio generale che determina l'intero Piano è infatti quello dell'analisi della domanda di sanità. Una rivoluzione copernicana, poiché finora tutto il sistema ruotava intorno all'offerta». Le linee di indirizzo puntano all'integrazione tra i diversi ambiti di attività: la promozione della salute e la prevenzione delle malattie alla diagnosi, con la cura e riabilitazione, con un approccio multiprofessionale e interdisciplinare. La prevenzione è promossa con un approccio multisettoriale: molti fenomeni che riguardano la salute sono determinati da ragioni sociali, ambientali e comportamentali.
I cambiamenti più radicali sono stati indicati da Marrazzo per i servizi territoriali. A livello distrettuale saranno sviluppate le cure intermedie, attraverso l'attivazione di Presidi territoriali di prossimità, il potenziamento e la qualificazione delle Rsa e degli Hospice. «Particolare rilevanza nell'ambito dei servizi territoriali assumeranno le cure primarie - ha annunciato - con la qualificazione della medicina generale, dei servizi di assistenza domiciliare integrata e dei servizi specialistici, mediante la diversificazione dell'offerta delle prestazioni erogate per livelli di complessità e il potenziamento dell'offerta specialistica. Il Distretto è individuato quale snodo centrale per il governo del territorio, la rilevazione dei bisogni, la valutazione e la programmazione. Gli ospedali diventano centri di eccellenza, in cui vige rigidamente il criterio dell'appropriatezza. Mentre un sistema diffuso di poliambulatori intercetta la domanda di cura primaria».
«In coerenza con il Piano di rientro dal debito - ha proseguito - sono disposti nel Piano gli interventi per ridefinire l'assistenza agli acuti in regime di ricovero secondo una distribuzione dei servizi maggiormente rispondente ai bisogni di salute e alla dislocazione dei residenti. Oltre a tale fondamentale opera di riorganizzazione dell'offerta ospedaliera, il Piano punta a due ulteriori obiettivi: l'umanizzazione e la costruzione di reti assistenziali».
«Oggi, non solo nel campo sanitario, si afferma il modello dei network. All'interno di tale network verranno infine valorizzate forme flessibili e modulari di assistenza, quali il Day hospital medico e chirurgico, il Week hospital, il Day service, l'Osservazione breve intensiva». La riorganizzazione risponde anche ad alcune problematiche: «A partire dalla multi etnicità: noi ci riteniamo garanti di un sistema universale, aperto a tutti, in grado di assicurare l'equità nell'accesso ai servizi e lo sviluppo delle attività di promozione della salute a tutti i cittadini. Anche a quelli che non sono nati nel nostro Paese».
Attenzione particolare è dedicata alla salute delle donne con la promozione della salute nell'adolescenza, con gli interventi nella fascia di popolazione anziana e con la prevenzione dei tumori. «Infine, ci occupiamo della salute del bambino, con la promozione di progetti a forte integrazione sociosanitaria rivolti a gruppi di popolazione appartenenti a comunità vulnerabili, l'elaborazione e la diffusione di raccomandazioni/linee guida sull'allattamento al seno, la qualificazione della rete di assistenza ospedaliera neonatale, l'identificazione e la presa in carico precoce di bambini con bisogni speciali, la gestione di malattie croniche di bassa ed elevata complessità e la valorizzazione della pediatria di libera scelta».
«Noi - ha concluso Piero Marrazzo - stiamo portando la sanità del Lazio nel XXI secolo, con gli stessi criteri adottati nei sistemi più avanzati, dalla Gran Bretagna alla Francia. Un grande sforzo di innovazione e modernizzazione che ci assumiamo e che porteremo fino in fondo, per consegnare ai cittadini del Lazio una sanità più equa, più accessibile, più funzionale».
Fichera: «la colpa dello sfascio della Sanità nel Lazio è colpa delle amministrazioni precedenti»
ROMA - «I cittadini e le imprese del Lazio pagano ogni anno 500 mln di euro di tasse in più per ripianare i debiti accumulati durante la gestione del centrodestra della sanità». - Lo dichiara in una nota l’Assessore alla Piccola e Media Impresa, Commercio e Artigianato della Regione Lazio, Daniele Fichera che non ci sta e attacca a muso duro gli esponenti del centro destra: «I responsabili di questo sfascio hanno dimostrato oggi di essere privi, oltre che di capacità amministrativa, anche di cultura politica ed istituzionale. La loro assenza in Consiglio Regionale al dibattito sul Piano Sanitario è stata compensata da vergognosi manifesti di insulti al Presidente Marrazzo. I cittadini del Lazio – conclude Fichera – sanno e sapranno distinguere tra chi ha cercato di distruggere il sistema sanitario e chi invece lo ha risanato».
Il giudizio negativo del centro-destra
ROMA – Il centro-destra regionale esprime un giudizio estremanente negativo sul Piano Sanitario predisposto dalla giunta guidata da Piero Marrazzo. «Più che di una rivoluzione copernicana, trattasi di rivoluzione goldoniana, – ha dichiarato l’eurodeputato della Pdl Alfredo Pallone - Nel senso che Marrazzo sembra assomigliare più al protagonista di una famosa commedia del '700 che a un presidente-commissario e per giunta astronomo. Questa legislatura si avvia a chiudersi nel modo come è iniziata. Quando Marrazzo parla di importanti provvedimenti ancora da varare e poi fa riferimento alla nuova legge sui dirigenti nella sanità, ci vengono i brividi». Critico anche Angelo D'Ovidio, capogruppo regionale della federazione Cristiano Popolari-Pdl: «Marrazzo ha presentato un libro dei sogni, senza la rimodulazione della rete ospedaliera, senza neanche i principi, senza il fabbisogno reale e la prospettiva degli accreditamenti definitivi. Il debito ereditato è stato di 4,6 miliardi di euro, come ha certificato il ministero del Tesoro, e non 10. A sua volta la giunta precedente aveva ereditato un disavanzo di 8 mila miliardi di vecchie lire. Il debito è stato poi interamente coperto dallo Stato con un finanziamento addirittura superiore al debito stesso. In 4 anni la giunta di centrosinistra è stata capace di produrre un disavanzo pari a 7 miliardi di euro. Nonostante gli ingenti finanziamenti e l'assenza di misure strutturali in grado di contenere la spesa, il livello dei servizi è peggiorato a cominciare dalle lunghe liste di attesa. In provincia la situazione è a dir poco sconcertante, il territorio è stato martoriato dai tagli senza che si registri qualche cambio di tendenza. Tutto ciò mentre il presidente Marrazzo ha presentato 350 pagine di chiacchiere».
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