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il giornalino di Acuto - Frosinone

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Anagni, l'inceneritore Marangoni infiamma il consiglio

Carlo Noto, sindaco di AnagniANAGNI - Assemblea cittadina incandescente martedì scorso, presso la sede comunale, dove all’ordine del giorno il sindaco Carlo Noto e il presidente del Consiglio comunale Marco Cesaritti hanno portato la situazione dello smaltimento delle carcasse auto di tipologia Car-fluff ovvero la nuova risultante dal materiale di scarto delle auto, che la Marangoni ha chiesto di poter produrre nell’inceneritore di Anagni.  Una richiesta avanzata al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Lazio che ne hanno competenza in materia e che non ha per ora ricevuto pareri contrari, ma che preoccupa non poco la cittadinanza, in particolare gli abitanti delle zone periferiche di Faito e Osteria della Fontana, in cui insiste il sito della Marangoni. L’azienda ha sempre rassicurato sulla salubrità dell’aria, anche con la nuova procedura di incenerimento che porterebbe allo smaltimento delle carcasse auto producendo appunto Car-fluff, un composto residuale molto meno inquinante stando alle tesi della Marangoni.
Le associazioni ambientaliste però sono scese subito sul piede di guerra già da tempo, denunciando l’aggravamento della qualità dell’aria, di una zona, quella della Valle del Sacco altamente a rischio, per presenze di simil-diossine e metalli nell’aria. Tempo fa scattò l’allarme per alcune presunte fuoriuscite di fumi speciali che costrinsero il Comune ha vietare la raccolta degli ortaggi agli abitanti della zona.
Maggioranza e opposizione si sono subito trovate d’accordo nell’approfondire gli accertamenti sul nuovo modo di bruciare materiali di lavorazione da parte della Marangoni e hanno chiesto ulteriori verifiche, proprio come annunciato dal sindaco Noto. Maggioranza e opposizione hanno sottolineato in particolare la necessità, in vista della Conferenza dei servizi prevista in Regione per il 22 ottobre, di uno studio di impatto ambientale fatto da un soggetto terzo che permetta di giudicare oggettivamente il progetto della Marangoni.
Ma la bagarre non si è fatta attendere al termine della seduta, quando gli esponenti del centrodestra che sostengono l’Amministrazione Noto e di Uniti per il cambiamento, coalizione guidata da Sandro Sansoni, hanno dato vita ad un rimpallo di responsabilità sulla vicenda dell’inceneritore, autorizzato fin dal 2000, e sulla nuova possibilità richiesta dalla Marangoni, oltreché sulle politiche ambientali «assolutamente insufficienti» dell’Amministrazione, secondo il centrosinistra e «sull’allerta alta che la maggioranza sta tenendo sul fronte della tutela ambientale e della salute» che sarebbe il fiore all’occhiello della Giunta Noto secondo il centrodestra. Alla fine la minoranza, privata della possibilità di replicare alle dichiarazioni del sindaco, ha lasciato l’aula, raccogliendo però i rimproveri dei consiglieri di maggioranza.

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Dicembre 2009 12:13

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