ROMA - È ancora in corso, presso il Ministero alle Attività produttive e allo Sviluppo Economico, il vertice in merito alla vertenza Videocon, stabilimento industriale di Anagni (Fr) che da anni tiene sul filo del rasoio il destino di 1350 dipendenti a rischio licenziamento. Da parte del Ministero è arrivata la chiusura definitiva nei confronti del progetto di riconversione dello stabilimento anagnino in un calzaturificio, e l’invito conseguente a riprendere in mano i 4 progetti precedentemente presentati. «La proprietà - ha dichiarato l’Assessore Regionale Francesco Scalia, intervenendo nella discussione – non può essere l’unico soggetto deputato all’analisi dei progetti, altrimenti è chiaro che la decisione finale risponderebbe ai soli interessi aziendali. Devono necessariamente partecipare anche le Istituzioni e le organizzazioni sindacali. L'attuale proprietà - ha aggiunto l'ex presidente della provincia di Frosinone - ha avuto in passato dalla precedente proprietà un contributo di 185 milioni di euro a sostegno di un piano di riconversione che non è stato mai attuato ed ha spogliato lo stabilimento di Anagni di molti dei suoi macchinari. Oggi la proprietà indiana deve restiruire almeno parte delle risorse ottenute in passato per aiutare il nuovo processo di riconversione. Tanto più che la messa in mobilità dei dipendenti ha dei costi onerosi, per cui trovare qualcuno che reinvesta su quel sito conviene in definitiva anche all'azienda. Chiedo inoltre – ha continuato Scalia - che il livello della trattativa venga alzato e che il Governo italiano, nelle sue massime espressioni, chieda alla proprietà indiana di fornire le dovute garanzie in merito agli impegni presi e alla salvaguardia dei livelli occupazionali e allo sviluppo industriale del sito».

Una fase dell'incontro sulla Videocon al Ministero dello Sviluppo Economico
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