ROMA - Piero Marrazzo è ancora oggi il candidato da battere per le elezioni regionali del Lazio della prossima primavera. Alla fine di marzo del 2010, salvo sorprese, dovrebbe svolgersi infatti l'ultima grande consultazione elettorale prima delle prossime elezioni politiche, previste in teoria per il 2013. E l'esito elettorale nel Lazio costituirà un importante banco di prova per ponderare il "peso" delle diverse coalizioni anche a livello nazionale.Un sondaggio pubblicato dal sito Termometro Politico assegnerebbe proprio all'attuale governatore, Piero Marrazzo, la vittoria elettorale con una percentuale di voti che si aggira tra il 47 e il 48% dei voti. Resterebbero indietro tutti i possibili candidati del centro-destra, da Francesco Storace (se decidesse di non concorrere da solo come "La Destra") a Luisa Todini, a Renata Polverini, segretario del sindacato Ugl e per adesso data in pole position, che si fermerebbero tutti al 45%). A percentuali non dissimili potrebbero aspirare anche altri possibili candidati, come il senatore Andrea Augello (ex-assessore nella giunta Storace), il deputato Fabio Rampelli o l'ex-sindaco di Anagni, Franco Fiorito.
Il sondaggio assegnerebbe qualche preferenza in più all'attuale ministro delle politiche giovanili, Giorgia Meloni, che potrebbe raggiungere il 46%.
Entrambi i principali schieramenti si fermerebbero peraltro qualche punto al di sotto del fatidico 50% a causa dell'ingombrante presenza di un piccolo "terzo polo", l'UdC guidata da Pierferdinando Casini, cui viene attribuita la capacità di orientare circa il 6% dell'elettorato. In una simile situazione di equilibrio, è evidente che questa forza elettorale può rivelarsi decisiva nel determinare il risultato, non solo nel Lazio.
A decidere le alleanze potranno essere le concessioni che l'UdC potrà ricevere dai due schieramenti (certamente sarà una forza politicamente sovra-rappresentata rispetto all'effettivo peso elettorale, godendo di una innegabile "rendita di posizione"), ma certamente un peso non secondario l'avranno le evoluzioni politiche a livello nazionale delle prossime settimane e dei prossimi mesi, oltre che l'effetto dell'alleanza con i centristi con le ali estreme dei due schieramenti: La Destra da una parte, Rifondazione e Sinistra e Libertà dall'altra, nei cui confronti potrebbero emergere difficoltà politiche e programmatiche. L'alleanza con l'UdC metterebbe peraltro a rischio la stessa candidatura di Marrazzo, cui potrebbe essere preferito l'ex-segretario PD, Walter Veltroni.
Casini ha preso le distanze sempre più nettamente dal leaderismo berlusconiano, e su questa strada potrebbe decidere per una alleanza tattica con il centro-sinistra nell'attesa che si apra la fase post-berlusconiana. Ma se questa dovesse aprirsi prima delle regionali, per ipotesi sull'onda degli scandali sessuali, proprio nel Lazio potrebbe aprirsi una convergenza tra AN e UdC che potrebbe fare da apripista per una nuova formazione di centro-destra moderata e svincolata da una connotazione troppo presidenzialistica tutta incentrata sulla persona di Silvio Berlusconi.
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