ROMA - «Ritengo immorale definire “un bluff” il provvedimento della Regione Lazio sul reddito minimo garantito a sostegno di precari e disoccupati, soprattutto quando chi parla appartiene ad un partito di governo che notoriamente non include tra le proprie priorità politiche la questione dei redditi minimi e della lotta al precariato». Queste le parole dell’Assessore Regionale Francesco Scalia a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal vice-coordinatore provinciale del PdL, Adriano Roma. «Voglio ricordare – ha continuato Scalia – che questa misura di integrazione economica colma, seppur in modo parziale, le lacune legislative che questo Governo si porta dietro. Taluni politici – ha aggiunto l’ex Presidente della Provincia – confondono il concetto di integrazione economica per soggetti svantaggiati, con il più generico e blando concetto di assistenzialismo, dimenticando che lo stato di povertà è accompagnato, talvolta, da contesti umani sociali e professionali disagevoli che rendono il reinserimento lavorativo e l’aggiornamento professionale impraticabili senza il sostegno delle istituzioni. La misura proposta dalla Regione Lazio è, per questo, corredata da criteri di ammissione specifici, concordati con gli enti territoriali a seconda dei diversi contesti, proprio per indirizzare l’applicazione dell’intervento alle categorie veramente in difficoltà. Il provvedimento – ha concluso Scalia – è sperimentale e funge in qualche modo da apripista alla legislazione del Parlamento e delle altre Regioni. Il PdL dovrebbe riflettere sulla necessità collettiva che soggiace a questo intervento, anziché lavarsene le mani e criticare».
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