FIUGGI - Nel corso dell'incontro convocato dal Prefetto Piero Cesari, che si è tenuto nella mattinata di ieri, presso la Prefettura di Frosinone, tra la maggioranza, rappresentata dal sindaco Virginio Bonanni, e alcuni rappresentati della minoranza si è concordato di svolgere il Consiglio Comunale sull'approvazione del nuovo Piano Pinto, lontano dall'aula consiliare del comune della città termale attualmente occupata. La decisione è stata presa per garantire l'ordine pubblico ed evitare episodi violenti come accaduto nell'assemblea convocata per metà settembre. Il sindaco Bonanni, soddisfatto per la decisione concordata, ha ribadito la sua volontà di andare avanti ed approvare il Piano Pinto prima del 20 di ottobre (data ultima per approvare l'assestamento di bilancio, in mancanza del quale il comune verrebbe commissariato).
Bonanni è stato molto chiaro sostenendo che la sua volontà è quello di sottoporre il punto che prevede l'approvazione del Piano Pinto all'assemblea Consiliare e che spetterà all'assise approvare o respingere, attraverso la votazione, il documento da lui proposto. Il sindaco di Fiuggi ha nuovamente ribadito che quello da lui proposto è un percorso democratico e che se il Piano Pinto avrà i numeri in Consiglio Comunale per essere approvato verrà fatto altrimenti l'amministrazione ne trarrà le conseguenze. Se non passassero i due addendum del Piano Pinto, osserva il sindaco, verrebbero a mancare 2,2 milioni di euro su 11 complessivi del bilancio, e sarebbe impossibile approvare l'equilibrio.
Alberto Festa, capogruppo del PD, contesta però le affermazioni del sindaco circa la necessità di approvare il Piano Pinto così com'è, e afferma che invece: «i problemi delle casse comunali sono dovuti alla volontà del sindaco di non procedere negli ultimi mesi alla fatturazione da parte dell’Atf del canone dovuto da Sangemini».
Doloroso atto di responsabilità per il futuro della città termale, come nella visione del sindaco, o generosa concessione alla Sangemini, come nelle accuse dell'opposizione e di parte della stessa PDL?
L'impressione è che il Piano Pinto stia diventando semplicemente il detonatore di contrasti politici che poco hanno a che vedere con il contenuto tecnico-finanziario del piano di rientro sui debiti accumulati dal Comune.
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