Screen

Profile

Direction

Menu Style

Cpanel

il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Politica ::> Studenti: l'onda torna in piazza a Sora il 30 settembre

Studenti: l'onda torna in piazza a Sora il 30 settembre

Studenti Medi, reteSORA - La Rete degli Studenti Medi ha indetto una manifestazione studentesca di protesta contro la riforma Gelmini, i tagli alla scuola e il ddl Aprea per mercoledì 30 settembre 2009. La manifestazione, che si svolgerà sotto forma di corteo, partirà alle ore 8:30 dalla Stazione di Sora per finire in Piazza Santa Restituta tra dibattiti ed interventi sulla Riforma, sul ddl Aprea e, più in generale, sul degrado in cui riversa la pubblica istruzione italiana. Il percorso della manifestazione, concordato col gli organi di pubblica sicurezza competenti, sarà: Stazione FS, Via XX Settembre, Lungoliri Simoncelli, Via Deci, Corso Volsci e infine Piazza Santa Restituta.
Quella di mercoledì è una manifestazione che vuole dare un messaggio forte e chiaro al territorio, alla comunità e ai dirigenti politici locali e nazionali: la scuola crolla a pezzi e il futuro del Paese e della nostra provincia ne risentiranno fortemente le conseguenze!
In tempi di crisi, questo Governo, oltre un anno fa ormai, decideva di tagliare 8 miliardi di euro alla pubblica istruzione, le conseguenze di quei tagli però, si vedono solo ora.
Le ore di scuola saranno meno il prossimo anno. Saranno meno anche i docenti. Meno i laboratori. Meno le gite. Meno le sperimentazioni. L'unica cosa che continuerà ad avere il segno più saranno i costi che noi studenti dovremo sostenere per andare a scuola. Insomma, come abbiamo detto centinaia di volte ormai, quella del Ministro Gelmini, non è un’idea diversa di scuola ma è semplicemente meno scuola.
Già da mesi la Rete denuncia come i tagli ricadono su noi studenti con l'aumento del "contributo volontario" richiesto dalle scuole all'inizio dell'anno, con l'aumento dei costi delle gite e la mancata gratuità di attività ordinarie come i laboratori.
Un'indagine della Federconsumatori conferma le nostre previsioni: aumentano ancora i costi dei libri di testo (+3,5% rispetto all'anno scorso) e del materiale didattico a carico degli studenti, ma il dato più inquietante è quello sui costi di recupero che rivela un costo medio per famiglia di circa 400 euro. La spesa per i corsi fa quindi lievitare di molto i costi che ognuno di noi deve affrontare per andare a scuola, minacciando il nostro diritto allo studio.Un'ulteriore conferma che l'attuale sistema di valutazione, ingiusto anche dal punto di vista didattico e pedagogico, svantaggia gli studenti con meno disponibilità economiche.
L’Aprea, come sottosegretario della Moratti è stata l’ideologa della Scuola Azienda del cotonato sindaco di Milano, e ora, come presidente della Commissione cultura della Camera, sta continuando a portare avanti il suo progetto.
La “Scuola come un’Azienda” sembra essere l’unica risposta ai problemi della scuola italiana che l’on. Aprea sembra capace di partorire. Le cause che rintraccia sono il soffocamento dell’autonomia e della responsabilità dei docenti per colpa del formalismo burocratico, dell’ossessione procedurale e della iper regolazione dello Stato.
Ecco allora che l’onorevole Aprea confeziona una Proposta di Legge (la n° 953) per “trasformare radicalmente il governo delle istituzioni scolastiche”, abolendo buona parte degli organi collegiali istituiti nel 1974, figli della lotta del movimento degli studenti, ormai “esautorati dall’eccessivo formalismo centralistico e dalla limitatezza delle risorse” (ciò che ci fa leggere gli 8 miliardi di tagli Gelminian-tremontiani anche come un evidente attacco alla partecipazione democratica al governo della scuola).
Il principio base sembra quello di destrutturare il sistema della rappresentanza all’interno degli istituti, così come è stato concepito per oltre 30 anni, a partire dai decreti delegati. Gli organi collegiali, la loro composizione e definizione, viene del tutto affidata all’autonomia scolastica, garantendo però la possibilità di far sedere negli organismi decisionali anche soggetti esterni, privati e non.
Serve un “rafforzamento degli organi di governo interni” per costruire una “piena valorizzazione dell’autonomia professionale dei docenti e dei dirigenti” ed una “piena partecipazione degli utenti”, dice l’Aprea. Ebbene gli “utenti”, che sarebbero gli studenti secondo l’idea della scuola-supermarket che ha l’Aprea, e la loro partecipazione viene meno completamente all’art.3 in cui sono indicati gli organi delle istituzioni scolastiche.
Il tanto decantato principio del merito poi, trova in realtà ben poco spazio nelle proposte di questo Governo. Col ddl Aprea infatti, oltre a introdurre il nucleo di valutazione in ogni scuola, idea di per sé non sbagliata, si impone ai docenti di effettuare valutazioni collegiali degli studenti in periodi prefissati dell’anno, nonché di realizzare una valutazione di “efficienza” su criteri poco chiari nel loro reale significato. Ci sembra infatti che i criteri di efficienza, di solito applicati alla produttività aziendale (che la Presidente della Commissione Cultura, Aprea, pare voglia inserire), non possano per nessun motivo essere applicati all’educazione. Gli studenti non possono essere considerati prodotti finiti di un processo meccanico, in quanto la qualità della didattica si fonda sulle competenze acquisite, sul contesto di partenza del singolo e della scuola, sulla cittadinanza e autonomia che si è in grado di trasmettere, ecc.
I provvedimenti che questo Governo ha preso fino ad oggi rendono palesi alcune sue connotazioni basilari ed importanti. Abbiamo un Governo lontano dalla realtà e da quelle che sono le esigenze e le problematiche del Paese. Un Governo che per combattere la crisi decide di tagliare sul sapere, ponendo cosi fin da subito dei limiti a quella che sarebbe potuta essere un’occasione, forse l’unica, alternativa di sviluppo nonché il motore di una nuova ripresa.
Un Governo oligarchico e gerontocratico che rifiuta qualunque tipo di confronto e che non solo non ha la minima idea di scuola, ma ha anche un’idea totalmente errata di futuro, il quale pare, sempre dai provvedimenti presi fin’ora, sembra sia fatto solo di nucleare, ronde nere e lotta al “diverso”.
Noi questa idea di scuola non la condividiamo e non la vogliamo. Quest’idea di Italia e di società la rifiutiamo in toto. Gli studenti non ci stanno, scendono in piazza e dicono di NO a tutto questo! L’autunno caldo sta per ricominciare… il movimento dell’Onda sta per tornare!

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Dicembre 2009 12:13

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

La neve ad Acuto: le foto degli amici su Facebook. Inviateci le vostre!