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il giornalino di Acuto - Frosinone

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Piano Pinto, mediazione del prefetto Cesari

Virginio BonanniFIUGGI - Si è reso necessario l'intervento diretto del prefetto di Frosinone, Piero Cesari, per cercare di riportare sotto controllo la situazione all'interno del Consiglio Comunale di Fiuggi dopo le molteplici occupazioni della sala consiliare, le diverse iniziative politiche e i durissimi attacchi politici, ma anche fisici e giornalistici, rivolti contro il sindaco Bonanni e gli altri rappresentanti della maggioranza.
Il sindaco Virginio Bonanni ostenta tranquillità: «Mi siederò al tavolo del Prefetto con la serenità di chi non ha commesso violenza contro nessuno e ha sempre rispettato tutte le forme di autorità.  C'è invece chi, in questa storia, ha dato vita a un vero e proprio atto di violenza reiterata che impedisce a un organo pubblico, legittimato dal voto e dalla costituzione, di esercitare le proprie funzioni. Penso che il prefetto ci abbia convocato proprio per questo motivo e non per entrare nel merito del Piano Pinto».
Bonanni non esita ad assimilare l'azione dei dimostranti alla violenza del periodo fascista: l'effetto dell'occupazione è il blocco delle istituzioni democratiche a Fiuggi. «Sono convinto che il Prefetto tutelerà il sacrosanto diritto di un consiglio comunale regolarmente eletto a riunirsi», afferma il sindaco, oggetto di durissimi attacchi anche da alcuni quotidiani locali. L'opposizione consiliare guidata dal capogruppo Fabrizio Martini confida da parte sua in un esame diretto da parte del prefetto del provvedimento all'esame del Consiglio, almeno «per comprendere l'effettiva natura delle cose» in discussione. Ma sembra evidente che, dato il suo ruolo "super partes", il prefetto eviterà di entrare nel merito delle questioni.

Clima ancora teso in Comune
L'esigenza di calmare gli animi nasce anche dalla prosecuzione della protesta presso il Comune. Ancora ieri l'Assemblea degli occupanti ha diffuso un documento che illustra i 13 motivi per i quali non sarebbe opportuno approvare in Consiglio Comunale il nuovo Piano Pinto:
«Le ultime modifiche contrattuali agli accordi in essere tra Comune di Fiuggi/ATF- Sangemini, già riscritte più volte grazie alla protesta popolare:

1.       Non liberano il Comune dal peso di 25 milioni di Euro alla scadenza del 2022
2.       Non spingono la produzione di bottiglie oltre 43 milioni, 12 in meno di quelli disponibili secondo Celico
3.       Non stimolano abbastanza Sangemini ad incrementare la produzione
4.       Non garantiscono al Comune un indennizzo, se la produzione dovesse crollare
5.       Non permettono di contestare a Sangemini parte dei € 20 milioni di credito
6.       Non riducono il debito del Comune verso Banca di Roma: quali sconti invece per Sangemini?
7.       Non eliminano il regalo a Sangemini di un anno d’affitto alla scadenza del contratto
8.       Non impongono a Sangemini di garantire i lavoratori dell’Imbottigliamento
9.       Non consentono di coinvolgere il Comune nelle strategie industriali: relazioni annuali erano già previste e non sono mai state presentate
10.   Non assicurano la chiusura del concordato preventivo, perché non generano risorse aggiuntive
11.   Non riducono il rischio di dissesto del Comune, già  accertato dalla Corte dei Conti; né forniscono i mezzi per rilanciare l’economia turistica locale
12.   Non impediscono i contenziosi con Sangemini, che potrebbero verificarsi dal giorno dopo, senza lo scudo di una fideiussione a prima richiesta
13.   Non tutelano in alcun modo la stabilità e la continuità di gestione delle Terme».

Il volantino si conclude con esortazioni pesanti, che sembrano giustificare anche alcuni dei comportamenti violenti fatti registrare dalla cronaca cittadina dei giorni scorsi: «La sordità degli Amministratori Pubblici è sempre una colpa grave, che può generare insulti, minacce e denunce.
Il Piano Pinto risolve solo una grande preoccupazione degli Amministratori: la paura dell’inchiesta e delle condanne della Corte dei Conti per danni provocati alla Città.
Consiglio agli Amministratori: non approvate il Piano e difendetevi dalla Corte dei Conti costituendo un fondo patrimoniale per figli e congiunti (spesa notarile € 700)».

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Dicembre 2009 12:13

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