ROMA - Venerdì la Giunta regionale del Lazio varerà una delibera «per impugnare davanti alla Consulta la Legge Sviluppo che esautora le Regione di fronte alle decisioni circa l'energia atomica». Ad affermarlo Filiberto Zaratti, assessore all'Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione. «La Legge sviluppo, infatti, prevede - ha aggiunto l'Assessore - che ci sia un'unica opzione: quella dell'assenso alle centrali atomiche; se la Regione decidesse di opporsi, infatti, scatterebbe il meccanismo di sostituzione da parte del Governo andando contro alla volontà dei cittadini che si sono espressi per le rinnovabili. In pratica - ha sottolineato Zaratti - il passaggio che prevede la legge con la conferenza unificata e con le popolazioni è solo una generica enunciazione di principio poiché la scelta è obbligata facendo passare decisioni importanti sulla testa dei cittadini, con una scorciatoia assolutamente impraticabile».Zaratti ha quindi rimarcato l'assenza di validità dell'atto del Governo. «Entrando più nello specifico l'articolo 120 della Costituzione - ha dichiarato Zaratti - individua in maniera tassativa i casi in cui il Governo può esercitare i suoi poteri sostitutivi nei confronti delle regioni e degli enti locali che sono: il mancato rispetto di norme e trattati internazionali, e della normativa comunitaria; il pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica; la tutela dell'unità giuridica, economica e dei livelli essenziali delle prestazioni relative a diritti civili e sociali essenziali, come quelli della sanità. Esclusi i primi due casi - ha fatto notare l'Assessore - che nulla hanno a che fare con l'energia, mi sembra difficile che la localizzazione di una centrale nucleare, in quanto infrastruttura strategica nazionale, possa farsi rientrare così semplicemente nell'ambito della tutela dell'unità economica o dei livelli essenziali dei servizi, dimenticando che il governo del territorio è affidato alla Regione e che l'assenso regionale a qualsiasi localizzazione non è momento eludibile. Tra l'altro il potere sostitutivo - ha ripetuto Zaratti - si esercita in relazione a specifici atti amministrativi e qui proprio non si capisce come e in relazione a quali atti il Governo possa sostituire la Regione e gli enti locali; la forzatura fatta dal Governo in materia di nucleare con questa legge solleva quindi forti dubbi circa la costituzionalità della norma».
Zaratti ha contestato anche l'eventuale localizzazione della centrale nucleare da parte del Governo. «E se si scegliesse il sito di Montalto di Castro - ha detto - si andrebbe contro alla nuova vocazione di quel territorio, nell'alto Lazio infatti si stanno realizzando impianti a energia rinnovabili per oltre 200 MW».
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