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Rugghia (PD): «Su Gaia qualcuno non ha voluto vedere»

Antonio RugghiaROMA - «Su Gaia qualcuno non ha voluto vedere»: è questa la valutazione dell'on. Antonio Rugghia, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse, a pochi giorni dalla redazione della relazione conclusiva. In una intervista al sito "CastelliNews.it", Rugghia si esprime in questi termini rispondendo ad una domanda sul ruolo dei comuni che componevano il Consorzio Gaia: «Finché c'è stato il vecchio Amministratore Delegato del Gaia (Roberto Scaglione, ndr), attraverso i metodi che abbiamo descritto, il Consorzio era in una situazione positiva di bilancio, c'erano soldi a sufficienza per governarne la gestione.  Sono state fatte tantissime assunzioni, in una zona che non ha molte occasioni per dare lavoro ai propri abitanti. Sono stati ottenuti servizi dai comuni a prezzi più bassi rispetto al costo reale, tant'è che quando è subentrato l'Amministratore straordinario nominato dal Governo (Andrea Lolli, ndr), la prima cosa che ha dovuto fare, è stata quella di modificare i costi dei servizi e riportarli ad una logica di mercato. Fra l'altro uno dei motivi della crisi del Gaia sta nel fatto che i comuni non hanno pagato il servizio come avrebbero dovuto. Insomma, il servizio costava poco, i comuni lo pagavano ancora meno, venivano assunte probabilmente più persone del dovuto. Con questa situazione o qualcuno non ha voluto vedere o, più probabilmente, non ha proprio sentito il bisogno di vedere considerando che le cose gli andavano bene così».
I "metodi descritti" di cui parla l'on. Rugghia sono quelli messi in luce dalle indagini condotte dal sostituto procuratore di Velletri, Giuseppe Travaglini: ad esempio i 30 milioni di euro incassati per la realizzazione di una discarica, e spariti nel nulla, con ogni probabilità grazie a "padrinati" politici senza i quali certi meccanismi apparirebbero inspiegabili. Riguardo ai "favori" e alle complicità di cui Scaglione poteva godere presso la Cassa Depositi e Prestiti (ipotizzati esplicitamente la senatrice Daniela Mazzucconi), Rugghia non si sbilancia: «Questo dovrà accertarlo l'indagine della magistratura. La cosa ci ha comunque lasciato perplessi. È un po' difficile supporre che si tratti solo di errori e di procedure amministrative non gestite correttamente. Io non so se ci sono dei padrini politici, ma il consorzio Gaia qualche santo in paradiso ce l'aveva».
Al di là degli esiti delle inchieste penali, insomma, inizia a delinearsi con sempre maggiore dettaglio una serie di responsabilità politiche per la gestione di una vicenda che continuerà ancora per anni a produrre effetti negativi sul nostro territorio, tanto in senso economico che ambientale.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Ottobre 2009 17:07

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