FROSINONE - «Cercherò di convincere il Presidente Antonello Iannarilli a ritornare sui suoi passi e a consentire l'ingresso della Regione nel capitale di Aeroporto di Frosinone Spa». Queste le parole dell'Assessore Regionale a Personale, Demanio e Patrimonio, Francesco Scalia, a seguito delle recenti dichiarazioni del Presidente Iannarilli in merito. «Questa decisione comporterebbe l'esclusione dell'Ente Provinciale nelle fasi decisive per la realizzazione dell'Aeroporto. Su tutto, l'espletamento delle procedure di gara. Io nel passato, da Presidente della Provincia, ho avviato il percorso per la realizzazione di questa infrastruttura dal basso, senza che l'Ente Provinciale avesse una competenza specifica, proprio per evitare di dover attendere decisioni regionali o statali, che sarebbero potute non arrivare. L'ADF ha, su mandato della Regione e con finanziamenti regionali, adempiuto a tutto quanto necessario per la localizzazione dell'aeroporto a Frosinone (progetto, piano industriale, variante urbanistica etc.).
Ora tocca alla Regione indire la procedura di gara per l'affidamento della concessione di costruzione e gestione dell'aeroporto. Ebbene, se la Regione potesse entrare nel capitale sociale della società, anche con una quota di minoranza, potrebbe delegare la società stessa a svolgere le procedure di gara per l'affidamento della concessione, garantendo, così, alla Provincia, principale azionista di ADF, un ruolo di protagonista. La scelta dell'attuale Presidente della Provincia di non consentire l'ingresso della Regione nella società ha come unica conseguenza che la Regione stessa andrà avanti da sola nella procedura di affidamento della concessione».
Ieri è stata la giornata di polemiche anche in casa dell'Italia dei Valori: in una nota congiunta Giovanni Colagrossi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, e Claudio Bucci, portavoce IDV nel Lazio, hanno replicato con durezza alle perplessità espresse dal senatore Stefano Pedica (altro autorevole esponente del partito di Antonio Di Pietro) sulla costruzione di uno scalo aeroportuale a Frosinone, che si era detto fortemente preoccupato dall'impianto ambientale di un aeroporto sulla Valle del Sacco.
«Un’opinione su eventuali danni ambientali non può essere equiparata ad una verità assoluta di tipo scientifico. La realtà è che in una materia del genere ci sono tali e tante variabili da tenere sotto controllo che parlare di conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini in modo aprioristico è del tutto fuori luogo» hanno scritto Colagrossi e Bucci. Che, trasferendosi sul piano politico, osservano: «La linea seguita dall’IDV a Frosinone è sempre stata favorevole alla definizione di un sito aeroportuale, al fine di rilanciare l’intero territorio della Provincia del frusinate».
Nel frattempo il Comitato per il No all’Aeroporto Frosinone – Ferentino ha raccolto oltre 1600 firme in appena due settimane. La notizia è stata resa pubblica nel corso dell’assemblea pubblica che si è tenuta nella serata di lunedì a Ferentino in località Granillo-Pratina. Centinaia le persone presenti, molte delle quali hanno ricevuto l’avviso di esproprio dall’Asi per le proprie abitazioni. Diego Santia e Marco Maddalena del Comitato ha fatto sapere: «Abbiamo raggiunto 1600 firme, ma il nostro obiettivo è arrivare ad oltre 6000 entro la fine del mese solo a Ferentino per poter contare circa il 33% dell’elettorato». Intanto, in questi giorni, Il Comitato per il No all’Aeroporto Frosinone – Ferentino in alcuni bar e luoghi più frequentati di Ferentino e Frosinone, distribuirà dei moduli per facilitare la presentazione di osservazioni da parte dei cittadini.
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