ACUTO - Perdere l'ente provinciale dopo quindici anni di governo ha innescato una riflessione all'interno del centro-sinistra provinciale e in modo particolare nel maggiore partito della coallizione, ovvero il Partito Democratico. A finire sul tavolo degli imputati è stato in modo particolare Mauro Buschini (nella foto), ultimo segretario provinciale dei Democratici di Sinistra e oggi segretario del Partito Democratico. Una critica, quella mossa a Buschini, che viene direttamente dalla base che appare profondamente amareggiata e disorientata dalla sconfitta.
I militanti reagiscono su internet
Molti militanti e simpatizzanti del Partito Democratico, e magari del centro-sinistra, hanno deciso di esprimere il loro malcontento commentando un post inserito su Facebook dal segretario provinciale del Partito Democratico a poche ore dalla sconfitta elettorale dal titolo: tempo di riflessione. Particolarmente duro un commento apparso sul profilo di Buschini martedì pomeriggio: «Se continuiamo così le battaglie non le vinceremo, quello che ci manca è una classe politica preparata, nuova, radicata su tutto il territorio, e soprattutto credibile. Siete fuori dalle realtà locali, sarebbe ora di fare più strada e meno salotto. Scusate il mio sfogo, io al PD ci credo ancora, ma è ora di muoversi, il cambiamento tanto auspicato ancora non si è visto!!!».
Altri arrivano subito al sodo e chiedono apertamente le dimissioni: «Deve pagare lui (Buschini) perché oltre a preparare l'inciucio con il terzo polo non ha fatto altro. Troppo semplice fare politica così nelle segrete stanze insieme a quattro persone per decidere le sorti dei cittadini...ma questa volta proprio i cittadini hanno deciso...bravo Mauro dimettiti».
Secondo altri più cauti e pacati nei giudizi: «La sconfitta delle elezioni è da ricercarsi nelle scelte "discutibili" del PD in tutti i vari collegi... da ultimo l'accordo con il Terzo Polo che invece di portarli ha tolto i voti al centrosinistra... quindi la riflessione è d'obbligo... le dimissioni di Buschini non risolverebbero il problema... va da sé comunque che dopo una sconfitta del genere è fisiologico un rinnovamento a tutti i livelli». La "piazza virtuale" di Facebook sembra raccogliere e mostrare con forza i malumori che serpeggiano tra militanti e simpatizzanti del centro-sinistra, e non solo del Partito Democratico, stanchi delle divisioni, dei personalismi, di una classe politica che appare distaccata dalla realtà che da tempo non ascolta i cittadini e che forse, per questo, fatica ad elaborare e proporre un progetto politico credibile che faccia breccia tra gli elettori e si accontenta di fare "politica per la politica". La vittoria del centro-destra, oltre la sconfitta, ha imposto al centro-sinistra ciociaro la figura di Antonello Iannarilli, che si può condividere o no come politico, ma si è dimostrato profondamente radicato sul territorio e capace di instaurare un filo diretto con la sua gente.
Un rapporto, quello tra Iannarilli e i suoi elettori, forte e profondo: basta vedere con quale entusiasmo è stata accolta la notizia della sua elezione a presidente della provincia. Le immagini della piazza di Alatri piena di persone, di tutte le età, che aspettano l'arrivo di Iannarilli la sera dell'elezione sono sotto gli occhi di tutti.
Quel che accade su Facebook è lo specchio di analoghi nervosismi che trapelano anche nell'ambito del PD: l'ex-consigliere Mauro Vicano ha apertamente invitato il segretario a farsi da parte, mentre Simone Costanzo, ormai ex assessore provinciale al Lavoro, cambia terminologia ma non sostanza: «Mi aspetto, per così dire, un gesto di responsabilità politica».
Buschini sul banco degli imputati, dunque, soprattutto per la scelta di privilegiare i rapporti con il centro del "Terzo Polo", affidandosi ad una politica delle segreterie anziché del buongoverno dei territori: in questo senso, la delusione più cocente è arrivata proprio dal capoluogo, "feudo" di Schietroma e Marzi, amministrato dal centro-sinistra, ma in cui Antonello Iannarilli non solo ha vinto, ma è riuscito a raccogliere una percentuale più elevata di quella media ottenuta in provincia. Un forte segnale di sfiducia da parte dell'elettorato locale che non può non preoccupare, soprattutto in vista delle elezioni regionali del prossimo anno.
Buschini invita alla riflessione e continua a puntare al centro
Buschini, dal canto suo, rivendica la giustezza delle scelte compiute che hanno portato Gianfranco Schietroma ad un combattuto testa a testa nel ballottaggio: «Il centrosinistra e il Terzo polo hanno condotto una campagna elettorale serena, tranquilla e tutta imperniata attorno al programma e alle idee forti per questo territorio. Ritengo importante rilevare come l'alleanza tra il centrosinistra e il Terzo Polo abbia mostrato, da subito, sebbene nella ristrettezza dei tempi legati al ballottaggio, una forza importante sul territorio, a tal punto che, come da pronostico, chi ha vinto lo ha fatto di misura. La destra di questo territorio, infatti non ha stravinto come pensava, sebbene il momento politico fosse, in un quadro nazionale, favorevole verso Berlusconi ed il Pdl, confermando una forza e un radicamento della nostra coalizione nella provincia. Voglio ringraziare sentitamente l’onorevole Gian Franco Schietroma, per aver condotto con determinazione una battaglia che sapevamo essere difficile, mettendo insieme una coalizione ampia, dalla quale oggi occorre indubbiamente ripartire».
Il rapporto con il Terzo Polo dovrebbe divenire strutturale, e non più episodico come in occasione del ballottaggio: ma per far questo occorrerà sviluppare un dialogo non solo con gli esponenti più propensi all'alleanza a sinistra come Anna Teresa Formisano, ma anche nei confronti di chi, come Arnaldo Zeppieri e Domenico Marzi appare più favorevole ad una politica delle "mani libere", senza apparentamenti troppo vincolanti.
Inutile, a giudizio del segretario, aprire in questa fase processi personali a questo o a quell'esponente: «In questo momento non serve addossare colpe, un grande partito come il nostro ha bisogno di avviare una discussione seria su ciò che non ha funzionato, ma che sia anche serena e costruttiva. Ora si apre una fase di riflessione e analisi nella coalizione e nel Pd che ci porterà al congresso in autunno, per capire fino in fondo cosa non ha funzionato e preparare le sfide che ci attendono. Occorre infatti ripartire da na riflessione profonda sulle cause che non ci hanno fatto esprimere le potenzialità che il Partito ha in questo territorio. Abbiamo fatto, tutti insieme, un egregio lavoro, ora tutti insieme dobbiamo riflettere, analizzare e ripartire da un'opposizione responsabile, ma ferma ed inflessibile».
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