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ATO5, è bagarre sulla Conferenza dei Sindaci

Acea ATO 5FROSINONE - «Purtroppo, spesso si parla senza conoscere realmente gli argomenti. A queste persone raccomando di parlare, soltanto, con fatti alla mano».
Il presidente della Provincia di Frosinone Filippo Materiale interviene sulla questione delle bollette dell’acqua e la relativa convocazione dell’assemblea dei Sindaci:
è piuttosto risentito per le insinuazioni avanzate dal Comitato provinciale per l’acqua pubblica, che ha voluto vedere malcelati aumenti delle tariffe dell’acqua nelle decisioni che l’Assemblea dei Sindaci è chiamata ad assumere il 28 maggio prossimo: «Parlo alla luce delle proposte che si sono registrate al termine della Consulta d’Ambito, tenutasi questa mattina». 
La Consulta d’Ambito, infatti, ha proposto, con il consenso di tutti i presenti, di sottoporre alla Conferenza dei Sindaci convocata per  giovedì prossimo la decisione che mira all’annullamento della delibera n. 4 del 2007 relativa al riconoscimento dei maggiori costi operativi 2003/2005 e revisione triennale della tariffa. In pratica verrà riproposta ai sindaci l’applicazione della tariffa di piano, così come approvata da tutti i consigli comunali prima della suddetta deliberazione.
«Se passerà tale proposta – dice il Presidente Materiale – si ritornerà alla situazione precedente alla delibera n. 4 del 2007 come si vede, non c’è ombra di aumento alcuno».
Si tratterebbe dunque di rimettere ufficialmente in vigore la tariffa del 2005 che l'azienda sta già di fatto applicando per la tariffazione.
Verrà però specificata la clausola che gli arretrati saranno nuovamente chiesti al momento della definizione della nuova tariffa. Logico quindi che se questo discorso dovesse passare, comporterebbe il mancato riconoscimento dei maggiori costi operativi per il triennio 2003/2005. Una decisione che difficilmente sarà condivisa da ACEA.
«Di sicuro l'azienda non l'accetterà - ha osservato Materiale - ma non possiamo agire altrimenti. In questi giorni abbiamo cercato inutilmente il dialogo con la Regione Lazio ed il Coviri. Il dialogo è mancato e quindi questa proposta è l'unica accettabile».
In realtà la seduta di Consulta non si è formalmente tenuta, dal momento che mancava il numero legale. Erano presenti infatti 3 sindaci su 7 (Sandro De Gasperis, Antonello Antonellis e un delegato del comune di Frosinone) oltre al presidente Materiale, alla garante regionale Lucia Pitzurra e ad alcuni funzionari dell’ Ato. «Non è stato mica messo giù un verbale - ha precisato De Gasperis -. La proposta che verrà portata all'attenzione della conferenza giovedì, è emersa soltanto da una chiacchierata tra di noi, visto che mancava il numero legale».

La reazione del centro-destra
Sulla riunione della Consulta dei Sindaci di giovedì prossimo (il cui effettivo svolgimento è peraltro in dubbio, considerata la difficoltà di raggiungere il numero legale anche in considerazione della vicinanza con la tornata elettorale) non mancano le polemiche politiche: Antonello Iannarilli, candidato per il centrodestra, ha scritto al Prefetto e al presidente di Acea chiedendo loro di valutare sull'opportunità della convocazione alla vigilia delle elezioni. «Si tratta - ha detto Iannarilli - di decisioni e valutazioni da prendere dopo un attento esame e approfondita valutazione. E su cui è necessario si confrontino i futuri amministratori che da qui ad un mese saranno insediati».

Una convocazione che non continua a non convincere

L'Assemblea dei Sindaci si accingerebbe dunque a ripristinare - almeno in parte - la legalità nella gestione del servizio idrico in provincia di Frosinone, peraltro con la doppia riserva di nuovi "aumenti retroattivi" (stavolta esplicitamente previsti nella delibera in discussione) e della probabile mancata accettazione di queste condizioni da parte del gestore del servizio idrico integrato: Acea ATO5.
La questione dell'opportunità di far assumere questa decisione a sindaci ed amministratori il cui mandato politico è ormai abbondantemente esaurito, e che tale decisione non si sono sognati di assumere nel momento in cui avrebbero avuto la piena titolarità (ed anzi: il preciso dovere di assumerla) rimane peraltro assolutamente in piedi, anche dopo le precisazioni di Materiale.
A una settimana dalle elezioni qualsiasi decisione appare grottesca e demagogica, perché contestualmente al ripristino della legalità delle tariffe (che lascerebbe peraltro irrisolte le questioni legate al consumo minimo e alla tariffazione dei costi di smaltimento per le utenze che non usufruiscono di tale servizio) sarebbe necessario indicare ragionevoli e sostenibili modalità di gestione del servizio, cosa che di per sé, evidentemente, il ripristino della vecchia tariffa non garantisce.
Troppo comodo, a una settimana dalle elezioni, prendere la decisione di ridurre, con quello che appare un autentico gioco di prestigio, le tariffe ai livelli indicati dal CoViRI, anziché adottare tempestivamente tale decisione al momento opportuno e assumendo contestualmente le conseguenti responsabilità sul piano organizzativo.
Ormai sono le future amministrazioni che si insedieranno di qui a qualche settimana a doversi integralmente assumere tali responsabilità, relative ad un problema fin qui sostanzialmente non affrontato, che è quello di assicurare un servizio idrico efficiente e funzionale per la provincia di Frosinone nel rispetto rigoroso delle leggi e delle sentenze e decisioni degli organi competenti e senza gravare oltre il dovuto sulle tasche dei cittadini.

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Luglio 2009 12:31

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