ACUTO - Mobilitazione di tre sindaci del nord della provincia per la chiusura della discarica di Colle Fagiolara e contro la realizzazione del Sistema Logistico Integrato Multimodale del comune di Colleferro (a confine con il comune di Paliano). Al sindaco di Paliano, Armenio Giordani, si sono uniti i sindaci di Piglio, Nazzareno Gabrielli, e di Acuto, Nazzareno Pilozzi, nella richiesta di un audizione urgente delle commissioni consiliari congiunte ambiente e urbanistica della regione Lazio per affrontare il problema delle dimensioni che sta assumendo la discarica di Colle Fagiolara, gestita dal Consorzio Gaia e situata nel territorio del comune di Colleferro a ridosso del territorio palianese.
A preoccupare i primi cittadini dei tre comuni è anche la localizzazione del Sistema Logistico Integrato Multimodale, decisa dal Comune di Colleferro, il cui progetto prevede la nascita di un area costituita da grandi capannoni industriali che «minaccia di compromettere definitivamente si legge nell ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Paliano - la peculiarità turistico-ambientale del paese». La montagna di rifiuti a Colle Fagiolara è ormai ben visibile da tempo dalla stessa Palianese Sud , arteria di collegamento tra le province di Frosinone e di Roma, ma soprattutto sono le alte temperature del periodo estivo a mettere a dura prova il respiro di chi vi transita quotidianamente o, peggio ancora, di chi vive nei dintorni. Senza contare, anche se dovrebbe essere la prima considerazione da fare, che di fronte alla discarica, nel territorio del Comune di Colleferro, è stato localizzato un istituto di istruzione scolastica superiore. Per la chiusura della discarica che, come sembra, sarebbe prevista per fine anno, la politica a Paliano è in fermento. Ds, Margherita, Udeur, Udc, An e Forza Italia stanno unendo le forze per fare fronte comune. L Unione per Paliano , invece, per sabato mattina alle 10 ha organizzato una manifestazione davanti all ex Parco Uccelli La Selva «per dire no alla localizzazione di un area di 140 ettari con tre milioni di metri cubi di capannoni (lo Slim ndr.) a ridosso dell area verde La Selva e sì al rispetto di tutto il territorio della Valle del Sacco».
Fonte: Il Messaggero