ROMA – In questi giorni il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha concesso la proroga per un anno, richiesta dal Comune di Roma, alla discarica di Malagrotta in attesa che sia individuato un nuovo sito da adibire a discarica per lo smaltimento dei rifiuti della Capitale. Marrazzo ha resa pubblica la sua decisione con queste parole: «Ho firmato su richiesta del sindaco Gianni Alemanno la proroga di un anno per la discarica di Malagrotta ma mi auguro che il nuovo sito sia individuato prima e Malagrotta chiuda al più presto».La decisione della Regione Lazio fa il paio con quella, presa ugualmente in questi giorni, del Governo centrale di prorogare, per l’ennesima volta, al 31 dicembre 2009, il termine a partire dal quale non sarà più possibile smaltire in discarica rifiuti con p.c.i. (potere calorifico inferiore) con un valore superiore a 13mila kJ/kg (ovvero i rifiuti che hanno un elevato grado di umidità). A sancire l'ennesimo rinvio della inammissibilità dei rifiuti in discarica è il Dl 208/2008, detto anche "decreto Milleproroghe", attraverso la diretta modifica del termine fissato dall'articolo 6 del Dlgs 36/2003, provvedimento madre in materia di smaltimento in discarica.
La possibilità di smaltire in discarica i rifiuti con p.c.i. superiore a 13mila kJ/kg vuol dire, nei fatti, disincentivare gli enti pubblici (Comuni, Regioni, Provincie) a praticare la raccolta differenziata autorizzandoli a continuare a far ricorso in modo indiscriminato alla discarica.
In Italia, sopratutto dopo la vicenda dei “rifiuti di Napoli”, sembrava che la raccolta differenziata potesse trovare la strada spianta per una sua effettiva e diffusa messa in pratica. Ma nei fatti, lo dimostrano le decisioni di questi giorni, per quel che riguarda lo smaltimento dei rifiuti la discarica sembra essere la pratica che piace di più, sia destra che a sinistra. In barba all’Unione Europea che con la direttiva 99/31/CE ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili: in altre parole, dando priorità al recupero di materia, la direttiva prevede il compostaggio ed il riciclo quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti (del resto la legge prevede che la raccolta differenziata debba raggiungere il 65% entro il 2011).
In Italia continuiamo ad andare controcorrente: puntiamo sulla discarica. Qui prodest?
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