ANAGNI – Chi si aspettava grandi novità dall’incontro, previsto per ieri, tra il Ministero dello Sviluppo Economico, sindacati e proprietari della Videocon è rimasto deluso. Il tanto atteso faccia a faccia tra proprietari dell’azienda e sindacati davanti a Giampiero Cassano (braccio destro del ministro Scajola) non c'è stato. Per i sindacati è stata una vera delusione amplificata ancor di più dal fatto che gli indiani hanno confermato, che ad oggi, rimane fermo a 1000 il numero di esuberi previsto.
Resta fitto il calendario degli incontri per i prossimi giorni: martedì prossimo, 9 dicembre, si svolgerà una riunione delle RSU e dei vertici sindacali provinciali in vista di un nuovo incontro al Ministero, già programmato per giovedì 11.
Giovedì 18, infine, è in programma la riunione plenaria con tutte le parti sociali: allo stesso tavolo dovrebbero finalmente trovarsi i proprietari della famiglia Dhoot, i rappresentanti sindacali dei lavoratori, le rappresentanze politiche locali e il Governo. L'incontro tanto atteso dovrebbe finalmente aver luogo, ma a questo punto rischia di arrivare davvero fuori tempo massimo.
A spiegare la situazione è Massimo Arilli della Ugl: «Gli indiani ancora una volta non ci hanno incontrato, hanno preferito incontrare il Ministero senza la nostra presenza. Ci hanno promesso, come detto dal Ministero, che un incontro si svolgerà il 18 dicembre, quando finalmente diranno la verità su quello che hanno intenzione di fare e sul futuro della società. I 1000 esuberi al momento restano e da quello che ci è parso di capire il lavoro che si svolge attualmente a Fonnaina si sarà all'interno dello stabilimento. Ma attendiamo conferme anche su questa eventualità. Continuano a parlare di trattative ma a questo punto non crediamo nemmeno più che siano vere».
I Dhoot da parte loro hanno chiesto al Ministero di prolungare i tempi dell'accordo di programma del 2005 in scadenza in modo che circa 60 milioni di euro sarebbero ancora a disposizione di nuovi acquirenti o di eventuali partner. Ma nel frattempo, stando alle indiscrezioni, si preparerebbero a trasportare in India le linee produttive per la lavorazione dei televisori. E il Ministero?
Su possibili scenari futuri si è espresso Mariano Ranieri della Cisl: «Il Governo sta cercando di incalzare la proprietà minacciando di fargli perdere finanziamenti per la formazione ed altri eventuali fondi a disposizione anche per Rocca D'Evandro. Nel frattempo i funzionari del Ministero hanno iniziato a sondare altri imprenditori per un eventuale interessamento allo stabilimento anagnino. Ma la situazione è davvero nera e la tensione sempre più alta».
La Uil insiste nel sostenere che l'unica possibilità di risolvere positivamente la vertenza in corso è quella di un forte impegno delle istituzioni locali e nazionali, a cominciare dal Governo: «Non è più il tempo delle passerelle e delle dichiarazioni dei vari esponenti politici, la situazione è drammatica e c'è assoluta esigenza di un impegno concreto che possa convincere la proprietà a un ripensamento su scelte che allo stato attuale appaiono chiare e difficilmente reversibili. E' necessaria una grande dimostrazione di compattezza e di volontà politica condivisa per poter davvero sperare in un recupero di una condizione che sembra già compromessa».
Per adesso alla Videocon ci si limita all'assemblaggio dei televisori, attività per la quale sarebbero sufficienti 500 operai: per le restanti 1000 unità la speranza di vedere, in futuro, salvaguardato il proprio posto di lavoro è ridotta veramente ad un lumicino.
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