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Anagni, facciamo i conti con l’assessore Tagliaboschi: le iniziative e i progetti per risanare le casse comunali

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ANAGNI - Considerato il difficile momento economico che l'Italia sta attraversando ed il delicato compito che i Comuni si trovano a svolgere in questa fase, abbiamo incontrato l'uomo di punta dell'Amministrazione Bassetta, AurelioTagliaboschi Assessore al Bilancio e Personale del Comune di Anagni.

Assessore, può farci un'analisi del suo assessorato ad un anno dal vostro insediamento?
«È stato un anno difficile, perché partivamo da una situazione difficoltosa dal punto di vista economico, per un indebitamento strutturale e mi riferisco in modo particolare ai residui passivi e quello che era l'ammontare complessivo dei mutui, che non ci ha consentito e non ci consente di fare spese d'investimento.

Questo è il vero problema dell'Amministrazione Comunale di Anagni. Per quanto riguarda il personale, il nostro Comune non ha avuto negli anni passati una corretta programmazione di quella che era l'entità della dotazione organica, basta pensare che l'Amministrazione Comunale di Anagni dovrebbe avere per essere in uno stato di normalità 153 unità lavorative, attualmente ne ha solo 53, quindi le lascio immaginare i problemi e le situazioni che dobbiamo affrontare ogni giorno per questa carenza. Abbiamo fatto la programmazione, stabilendo la dotazione organica, e quest'Amministrazione conta di dotarsi nei prossimi anni di personale di ruolo, evitando tutte quelle che sono stati nel corso del tempo dei vari aggiustamenti, li definisco così, con personale preso con contratti interinali a 3-6-9 mesi. La conseguenza di non avere una programmazione continua, ha portato a trovarci l'ufficio ragioneria in un colpo solo senza dipendente, e ciò è una cosa inaccettabile dal punto di vista organizzativo. E questa in sintesi è la situazione che abbiamo affrontato sin dall'inizio».

Dov'è che si è tagliato di più e dove si è risparmiato di più?
«Le faccio solo un esempio su tutti per capire la nostra azione. In un anno spendiamo circa €70 mila per gli LSU, ne abbiamo un gruppo che si occupa delle manutenzioni, ed un gruppo che è dislocato nei vari uffici a supporto del personale dipendente. Soltanto in un quadrimestre, noi abbiamo risparmiato circa €252 mila non affidando a terzi, e cioè a ditte esterne per esempio la manutenzione ordinaria stradale, che viene attuata dal personale LSU e questo è un aspetto fondamentale, una delle economie principali applicate.
Poi ovviamente siamo intervenuti sull'intero sistema bilancio, sulla rideterminazione  dei residui, ed abbiamo oggi €6,5milioni in meno di residui dall'esercizio 2013 all'esercizio 2014 e non mi sembra cosa da poco».

Sembra che un'altra spesa elevata, del Comune di Anagni sia legata al randagismo, troppi i cani sul territorio, che costano nei canili.
«Questo è un altro problema che stiamo affrontando con molta cautela, si parla di una spesa che supera i 200 mila euro, perché negli anni si è consolidato un sistema di affidamento del randagismo, che non è stato seguito con una certa attenzione, visto che le ditte interessate ad accudire i cani, presi in custodia dal servizio sanitario e dal comune, quasi definivano in modo proprio le spese, e ciò non è consentito. Nel piano triennale delle opere pubbliche, abbiamo recuperato un progetto del passato, il canile municipale, e stiamo cercando di riattivare quel progetto sia dal punto di vista tecnico che finanziario, perchè rimasto fermo da troppi anni. C'è una struttura concludere una struttura in parte realizzata, e dobbiamo fare in fretta, perchè le somme stanno andando in perenzione ed abbiamo riattivato tutte le procedure, riattivando le autorizzazioni, speriamo che entro l'autunno di poter appaltare anche questa parte conclusiva del progetto, che è al 50% finanziato dal Comune e per il restante 50% da fondi regionali».

State considerando anche la lotta all'evasione?
«È uno dei problemi che ci siamo posti sin dall'inizio, e stiamo studiando insieme all'Agenzia per l'Entrate, una verifica sul territorio ed addirittura una stipula di una convenzione con il Ministero stesso, che ci potrebbe portare a fare degli accertamenti ben definiti con dei sistemi di sovrapposizione di banche dati. Come ad esempio per le cosiddette «case fantasma», saranno analizzati  i dati catastali aggiornati dell’immobile su cui vengono attivate le utenze nuove e se variate va fatta una comunicazione di variazione. Con questo metodo si gioca anche sugli affitti in nero e sulla tassa rifiuti quando incrociando i dati l’utente non risulta proprietario. È bene ricavare fondi da destinare al miglioramento dei servizi alla cittadinanza, colpire gli evasori serve anche a ridurre le tasse, perché chi paga meno di quanto dovrebbe lo fa a scapito di altri che sono costretti a corrispondere più del dovuto».

Possiamo concludere nel dire che in un anno il suo Assessorato ha fatto molto!
«Io direi che è stato un anno di analisi, di riorganizzazione dal personale al bilancio, dai lavori pubblici ai servizi sociali  ed altro, per un lavoro costruttivo ed efficiente per la comunità è importante avere prima una base organizzativa, questo è stato fatto ed ora si può partire».

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Giugno 2015 11:37

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