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Fiuggi, Terme autogestite dai lavoratori, la proposta di Massimiliano Bertucci: «La legge lo permette»

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FIUGGI - La seduta consiliare straordinaria di mercoledì scorso (8 aprile) a Fiuggi, ha prodotto una mozione approvata all'unanimità, che vede un coinvolgimento di azioni da parte dell'Amministrazione Comunale del sindaco Fabrizio Martini, nel fare pressione insieme ai Sindaci del comprensorio, sulla Regione Lazio per non perdere la licenza e convenzioni sanitarie, e presso il Tribunale di Frosinone per velocizzare i tempi, perché si dichiari il fallimento della società gestrice «Terme di Fiuggi Spa & Golf» affinché l'ASTIF si riappropri del ramo di azienda del comparto termale.  Nel frattempo sembra che il liquidatore della società, che non aveva concesso nessun confronto con l'Amministrazione sia intenzionato per anticipare i tempi dell'udienza del tribunale fissata il prossimo 26 maggio, dove verrà dichiarato il fallimento e la nomina di un cursore fallimentare, ha consegnare tutta la documentazione. Ma il tempo scorre e tra le continue disdette negli alberghi, per una stagione estiva, che comunque vada sarà fortemente colpita, c'è chi propone una soluzione concreta. Massimiliano Bertucci rappresentante del movimento locale "Fronte Comune", ha sostegno della candidatura di Luigi Antonio Scascitelli", illustra la sua proposta.
«Le terme di Fiuggi, -afferma Massimiliano Bertucci-  hanno da sempre rappresentato il cuore della città e senza di esso Fiuggi è destinata a morire. Io ed il mio gruppo proponiamo l'unica alternativa valida per uscire da questa paralisi: riprenderci veramente le Terme. Sull'esempio dell'autogestione delle fabbriche, che al nord Italia è realtà, creando una cooperativa dei lavoratori, che rappresenta un esempio di economia sociale, solidale, popolare ed alternativa. In Italia la possibilità di autogestione di un'attività produttiva viene normata dalla legge del 27 febbraio 1985 n.49 (legge Marcora). Essa tutela l'occupazione attraverso l'istituzione del Fondo speciale per gli interventi a salvaguardia dei livelli di occupazione, che eroga contributi alle cooperative di produzione e lavoro che operano per la salvaguardia dell'occupazione. Queste cooperative devono rispondere a determinati requisiti; per esempio, devono essere costituite da lavoratori in cassa integrazione, da dipendenti di aziende in crisi o sottoposte a procedure concorsuali oppure da lavoratori licenziati per cessazione dell'attività produttiva o per riduzione del personale. La legge Marcora stabilisce anche agevolazioni finanziarie, un fondo (chiamato FONDOCOOPER) che eroga prestiti a tasso agevolato alle cooperative che investano per ammodernare, migliorare o riconvertire le proprie strutture e permette alle cooperative stesse di svolgere iniziative relative alla produzione, alla distribuzione, ai servizi e al turismo. I requisiti ci sono tutti, ed aggiungerei -conclude Bertucci- che c'è anche quello più importante, che ci distingue da coloro che gestiscono con superficialità e cioè che: siamo fiuggini ed amiamo la nostra città, che deve tornare a vivere».

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