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Anagni, Scalia (PD) ottimista su stabilimento Marangoni: «Usare fondi per rilancio, non per chiusura»

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ANAGNI - «Giudico molto positiva la conferma di una offerta di acquisto da parte della società finlandese sul sito della Marangoni di Anagni. Ora tutti a lavoro perché quest'operazione si possa chiudere e dare nuovo impulso industriale ad una realtà fondamentale per l'equilibrio socio economico di un intero territorio». Lo dichiara il senatore del Partito Democratico, Francesco Scalia, commentando la notizia dell'incontro presso il Mise dove i finlandesi della «Cleantech Industries Global» hanno confermato l'interesse all'acquisto della Marangoni e presentato un piano industriale che ha riacceso le speranze sulla riapertura e il riavvio delle attività industriali del sito di produzione di pneumatici.
«Quello che appare chiaro davanti ad una ipotesi di acquisto con mantenimento di produzione ed occupazione, che si fa sempre più concreta, è che non bisogna assolutamente perdere questa occasione. La questione che rimane da sciogliere mi sembra la distanza tra l'offerta del gruppo finlandese e la richiesta di Marangoni. Nel mentre invito la proprietà a favorire la conclusione dell'accordo, rivedendo la propria richiesta, ritengo che il Ministero non possa non colmare l'eventuale differenza che dovesse rimanere. La mobilità dei circa quattrocento dipendenti costerebbe circa venti milioni di euro, mentre ne basterebbe la metà a consentire il raggiungimento dell'accordo. Cassa Depositi e Prestiti può essere della partita, anche grazie ai recenti interventi legislativi. Sarebbe paradossale e - comunque inaccettabile - che si usino risorse pubbliche per accompagnare un'azienda alla chiusura e non si impegni, invece, la metà di quelle risorse per consentire a quell'azienda di riprendere la produzione e ridare lavoro ai propri dipendenti. Sono convinto che il governo non consentirà quest'esito paradossale e comunque io mi batterò perché questo non avvenga».

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