ANAGNI - La famiglia Dooth è alla ricerca di un partner per cercare di rilanciare lo stabilimento Videocon di Anagni. E' il magro risultato dell'incontro conclusosi nella serata di ieri presso il Ministero delle attività produttive tra il ministro Claudio Scajola e i proprietari indiani della Videocon. Questi ultimi avrebbero manifestato la volontà di andare avanti con la riorganizzazione delle attività produttive in un progetto organico che coordini l'attività di Anagni con quella dell'altro stabilimento campano di Rocca d'Evandro. Ma si tratta probabilmente di un modo per prendere ancora un po' di tempo.Per riuscire nel rilancio in una fase congiunturale difficile come l'attuale, particolarmente difficile nel settore dell'elettronica di consumo, i Dooth avrebbero bisogno di un partner con cui condividere un impegno finanziario assai gravoso. I rappresentanti della Videocon hanno quindi chiesto una proroga alla scadenza dei termini del piano di riconversione alla data del 31 dicembre, per avere il tempo di rivedere completamente il documento di programmazione alla luce delle nuove condizioni che potrebbero venirsi a creare nel caso si realizzassero le condizioni per la nuova partnership.
Ma se questa ipotesi non dovesse realizzarsi, accantonato il fallito piano di riconversione, l'attività dello stabilimento di Anagni si dovrebbe limitare al semplice assemblaggio di televisori, attività per la quale dovrebbero essere impiegati non più di 500 lavoratori. Gli esuberi sarebbero invece quasi il doppio. I sindacati sono ovviamente molto preoccupati di questa ipotesi, e sperano in una convocazione presso il ministero entro i primi giorni di dicembre: sarebbe il segno che qualcosa ancora si muove.
Ma davvero si tratta dell'ultima, flebile speranza.
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