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Scandalo bollette idriche, Codici lancia l’allarme: «Criticità soprattutto su aree gestite da Acea ATO5»

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ROMA - Siamo alle solite: l’Autorità dell’energia l’elettricità e il servizio idrico integrato dice una cosa, i gestori un’altra. In mezzo ci sono i consumatori, negli ultimi mesi destinatari di bollette dagli importi stratosferici, catalogate nel gergo tecnico quali “partite pregresse”.
In particolare si tratta dei conguagli relativi al periodo precedente al 2012, inviati dai soggetti gestori del servizio idrico integrato. A tal proposito, in una nota ufficiale del 6 ottobre, l’Autorità si è espressa chiarendo che tutti gli operatori sono obbligati a indicare espressamente in bolletta il “riferimento preciso all’atto deliberativo del soggetto competente che li ha qualificati - sia nel loro importo complessivo sia nell’importo espresso per unità di consumo da applicare all’utenza- e ne ha esplicitato le tempistiche di riscossione, nonché il riferimento al consumo a cui l’importo unitario viene applicato”. Nel caso in cui le bollette di conguaglio fossero già partite – ovvero la stragrande maggioranza dei casi, in verità, come da segnalazioni pervenute a CODICI – i gestori, sempre secondo la nota dell’Autorità sono tenuti a inviare all’utente una comunicazione che rettifichi le diciture e integrando tutte le informazioni mancanti. La nota, va specificato, fa seguito a una deliberazione dell’Autorità in materia, la 643/2013/R/idr.
Cosa ancora più esplicita, espressa nella comunicazione ufficiale, è che è vietato a tutti i gestori richiedere importi per conguagli pregressi non “espressamente approvati” dall’Ente d’ambito entro l’aprile 2012. Come è naturale, inoltre, nel caso in cui le disposizioni non fossero applicate alla lettera l’Autorità procederà alle sanzioni previste dalla stessa delibera del 2013.
Nonostante tanta chiarezza, l’ultima comunicazione di Ferutility al riguardo del 10 novembre scorso, indirizzata alle associazioni dei consumatori che avevano sollevato la polemica per le irregolarità, fra le quali in prima linea CODICI, va in senso contrario.
Addirittura si parla di componenti tariffarie addebitate “forfaittariamente” senza esplicitare le tempistiche di riscossione.
«La nostra associazione pretende chiarezza su questo tema che ha già provocato non pochi problemi all’utenza che si è vista in bolletta cifre astonomiche riferite agli anni precedenti – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI -. Chiediamo un tavolo presso l’Authority per fare luce una volta per tutte sull’operato dei gestori. In particolare secondo le segnalazioni che riceviamo, la situazione è maggiormente critica nelle zone d’ambito territoriale gestite da Acea, come l’Ato 5 corrispondente alla provincia di Frosinone».

Codici ricorda che per contestare le fatture è possibile inviare un modulo presente anche sul nostro sito (scarica qui). Se il gestore non risponde entro 30 giorni o se la risposta è insoddisfacente o parziale, a quel punto il consumatore può rivolgersi al giudice di pace o tentare una composizione bonaria.

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