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Lazio, legge gestione idrica, il Coordinamento Acqua Pubblica: «Governo difende grandi interessi privati»

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ROMA - Venerdì 6 giugno il Consiglio dei Ministri ha deciso d'impugnare la legge per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio lo scorso 17 marzo. Ma sulla base di quali motivazioni?
La lettura dei 7 punti contestati lascia infatti qualche dubbio sulla consistenza degli stessi, tanto da far pensare ad un'errata interpretazione di alcuni passaggi del testo di legge. Un esempio su tutti la supposta violazione delle regole della concorrenza, al contrario correttamente interpretate nella nostra legge secondo i trattati comunitari che, in materia di affidamenti di servizi di interesse generale, lasciano libertà di scelta tra ricorso al mercato o meno.

Una libertà che evidentemente il Governo Renzi intende limitare con un’impugnativa dal sapore chiaramente politico.

Da un lato si tenta infatti di colpire al cuore l’autonomia degli enti locali, già strangolati dal patto di stabilità, ai quali il testo di legge in oggetto, proposto non a caso da 40 comuni del Lazio, riconsegna invece il ruolo di governo del proprio territorio.

Dall'altro ci si affanna a difendere i grandi interessi privati: viene infatti contestata la possibilità di revocare una concessione, qualora vi siano «gravi problemi qualitativi e quantitativi», e di farlo senza rimborso per il concessionario. Parallelamente si mira ad eliminare dal testo di legge la norma transitoria che sospende, fino all'individuazione dei nuovi ambiti territoriali, la cessione delle reti da parte di quei comuni che non intendono servirsi del gestore individuato dagli attuali Ato, ormai perlaltro decaduti. Il Governo in sostanza sta dicendo: le tasche dei gestori non si toccano, non importa come abbiano svolto il loro compito, e i comuni, o consorzi di comuni, non possono permettersi di rifiutare il loro «abbraccio».
Sicuramente qualcuno ringrazierà il Governo per questa coraggiosa difesa degli interessi privati: Acea e Suez, solo per fare degli esempi, ma molti altri si preparano invece a difendere gli interessi collettivi, e a far valere i milioni di voti per l'acqua pubblica di cui, proprio nei giorni scorsi è ricorso il terzo anniversario.

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