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Acuto, il presidente della Cooperativa Frantoio «Monti Ernici», Beti: «Coop sana, i soci tornino»

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ACUTO - Avvicinandosi la conclusione della campagna olearia 2013-14, abbiamo rivolto alcune domande a Nicola Beti,  Presidente della Società Cooperativa Frantoio sociale arl «Monti Ernici», che ci ha descritto l’attuale situazione della cooperativa.
«Io ad Acuto ci credo», spiega «occorre creare le condizioni per lo sviluppo, e la cooperativa ne è un elemento importante».
Perché negli anni passati è stato necessario il pagamento aggiuntivo di 100 €?
Dopo un’assemblea con i soci, è stato deciso di abbassare il costo della molitura nella speranza di incrementare il numero di quintali lavorati e far tornare i soci. Ciò non è accaduto, e dopo il bilancio della stagione 2011 il commercialista ha constato una perdita di 12.000€ da parte della cooperativa.
Per  far  fronte a questo problema il costo della molitura è stato riportato a quello iniziale, risalendo da 12 a 15 euro. Allo stesso tempo è stato necessario chiedere ai soci di contribuire con un importo di 100€ per far pareggiare i conti e ripartire, che sarebbero stati gradualmente restituiti ai soci. È stato così possibile pagare il corrispettivo per i rifiuti solidi e le utenze e saldare quanto dovuto alla banca.
È chiaro che questa somma non era a fondo perduto, ma si era stabilito di restituirla negli anni successivi, tanto che alcuni soci avevano anticipato cifre ben più importanti, da alcune centinaia a oltre mille euro. Infatti quest’anno è stato restituito ai soci metà di quell’importo, ma intanto la cooperativa è stata salvata.
Per intervenire dal punto di vista strutturale è stato inoltre dato in affitto il piazzale del frantoio e con il ricavato è stato possibile anche ristrutturare l’edificio.

Ci sono stati soci che per colpa di questo contributo hanno chiesto le dimissioni?
Sì, e solamente soci di Acuto, poiché hanno confuso la gestione con i costi. Un altro problema è che molti durante gli anni passati se ne sono andati poiché pretendevano di lavorare al momento le olive, senza prenotazione.
Il nostro frantoio può macinare 7,5 quintali l’ora: 60 quintali ogni otto ore quindi non possiamo gestire picchi troppo alti, e soprattutto abbiamo bisogno di pianificare la raccolta con un sistema di prenotazione. Ma in questa stagione circa 25 soci sono tornati, e spero che in futuro altri possano rientrare, anche se molti soci sono ormai di fuori da Acuto: di Palestrina, Cave, Genazzano, Paliano, Serrone, La Forma, Rocca di Cave...
È un po’ paradossale che questi soci siano i più precisi e puntuali nelle prenotazioni, mentre le difficoltà sono per lo più degli acutini.

Com’è la situazione dei macchinari?
Adesso sono funzionali, e non danno alcun problema. Nel momento in cui la gestione passò nelle mie mani sono stati sostituiti quasi tutti i macchinari, e il primo anno sono stati moliti circa 9500 quintali d’olive. Sino ad ora c’è sempre stata una manutenzione continua, che assicuriamo in gran parte direttamente, in modo da assicurare la massima regolarità nella lavorazione, e la migliore qualità dell’olio.

Questa stagione com’è stata rispetto gli anni passati?
I soci apprezzano molto la pulizia e la regolarità nella lavorazione: il frantoio ha risposto bene rispetto gli anni passati, ha lavorato una stagione intera senza interruzioni. Con meno ore di lavoro sono stati lavorati gli stessi quintali degli anni passati, raggiungendo i 7.500 q fino a questo momento.

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