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Videocon di Anagni, Caiafa: «Procedura di mobilità va avanti»; OK della Regione ad Area di Crisi

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ROMA - Un doppio incontro in chiaro-scuro quello di oggi alla Regione Lazio, tra i lavoratori dello stabilimento Videocon di Anagni e i loro rappresentanti sindacali da un lato, e l’assessore al Lavoro della Regione Lazio Mariella Zezza dall’altro. Zezza ha confermato sia l’approvazione del riconoscimento dell’Area di Crisi per la provincia di Frosinone da parte della Giunta Regionale, sia il sostanziale accordo col Ministero del Lavoro a prorogare per altri sei mesi la Cassa Integrazione.
Una rappresentanza del Comitato per lo Sviluppo Economico di Frosinone è stata ricevuta dalla Presidente della Regione, Renata Polverini, che ha assicurato il massimo impegno per ottenere al più presto la conclusione dell’iter presso le sedi ministeriali.
«L’incontro è stato positivo - ha commentato a caldo il sindaco di Serrone, Maurizio Proietto - visto che, oltre a recepire le delibere dei nostri comuni, l'assessore ci ha annunciato che il Ministro sta per apporre la firma sulla proroga di sei mesi della cassa integrazione. Da parte della Regione, inoltre, è arrivato l'impegno a reperire dei fondi per attivare presto bandi per la collocazione nelle pubbliche amministrazioni di parte dei lavoratori. Ringrazio i circa 400 cittadini del territorio che sono venuti a dare forza alle nostre azioni, e mi impegno a tenere alta la guardia affinché gli impegni assunti oggi vengano rispettati».

A smorzare gli entusiasmi ha pensato poco dopo mezzogiorno il successivo incontro con il commissario incaricato di gestire la procedura fallimentare della Videocon, Antonio Caiafa, al quale non bastano le rassicurazioni e gli impegni politici: in mancanza di un decreto firmato dal Ministro del Lavoro, ha spiegato Caiafa, la procedura di mobilità va avanti. Le lettere stanno dunque per partire, e solo la firma del decreto di proroga della CIGS potrebbe a questo punto disinnescare il meccanismo.
Il tempo scarseggia: lavoratori, sindacati e rappresentanti istituzionali presso la Regione Lazio faranno da subito pressione sul ministero per sbloccare effettivamente la firma che darebbe qualche altro mese di respiro a una speranza sempre più rarefatta.
Anche per mancanza di progetti industriali.

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