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Ex-Videocolor di Anagni, solidarietà da Serrone; giovedì 4 ottobre tavolo di crisi alla Provincia

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ANAGNI - È convocato per giovedì prossimo alle ore 17 presso la Provincia di Frosinone il Tavolo di crisi al quale parteciperanno le associazioni e i sindaci del territorio interessato per ottenere la dichiarazione dello stato di crisi dopo il fallimento della Videocon, ex-Videocolor di Anagni. In concomitanza dell’incontro i lavoratori stanno organizzando una manifestazione per chiedere un intervento della politica per individuare delle soluzioni possibili per il rilancio del territorio.
Nessuna novità invece dalla Regione Lazio dopo la crisi politica che ha portato alle dimissioni di Renata Polverini. Intanto giovedì scorso si è registrato il voto unanime del Consiglio Comunale di Serrone aveva manifestato la propria solidarietà nei confronti della battaglia che i lavoratori Videocon stanno portando avanti in difesa del lavoro. In un comunicato diffuso sul sito del Comune di Serrone si legge: «Purtroppo, come sollecitano le organizzazioni sindacali in una lettera inviata a tutti i soggetti istituzionale che possono agire a difesa delle 1300 famiglie rimaste senza lavoro, “le annunciate e auspicate iniziative, riguardanti le politiche industriali nell’agenda del Governo nel mese di settembre, ci esortano a persistere nella ricerca di nuove opportunità industriali e di lavoro per il nostro territorio. E’ facile immaginare quanto soffrano e pesino i 1300 lavoratori dipendenti Videocon, oramai futuri disoccupati, in un contesto economico e sociale nella provincia in cui viviamo, disastrato per il venir meno di decine di realtà imprenditoriali, con indici Istat di merito che viaggiano dai 3 ai 5 punti superiori alla media nazionali e disoccupazione giovanile al 40%.
Il tavolo di crisi attivato per la Videocon dalla Regione Lazio è concorde nell’intraprendere le iniziative necessarie a: avviare lo stato di crisi territoriale, ivi compreso il sito VDC; realizzare un accordo di programma (disponibilità espressa dal Ministero per lo sviluppo economico)”.  “A tal fine – proseguono i sindacati nell’azione condivisa dal Comune di Serrone - urge: definire territorialmente gli ambiti della crisi allo scopo di individuare coerentemente le potenzialità utili a definire un nuovo patto per lo sviluppo; che il Governo tracci linee di politiche industriali di riferimento propedeutiche alla difesa del patrimonio tecno/industriale/professionale e al rilancio dei territori con grande vocazione industriale come è la Ciociaria.
Purtroppo - conclude il documento - assistiamo a continue dichiarazioni di disponibilità e di principio delle diverse Istituzioni, che mai procedono effettivamente a disporre di iniziative utili ad attrarre investimenti, come vorrebbe il ‘fare impresa’, indispensabile per poter competere nei mercati globali dove il  fattore discriminante per il successo diventa il tempo della messa in opera delle idee, in primo luogo. Occorre rilanciare l’industria manifatturiera, anche approfondendo il ruolo dell’ASI e la proposta di realizzare un distretto di rilevanza nazionale per la produzione di componenti nel settore delle energie rinnovabili presso lo stabilimento di Anagni. Rivolgiamo un pressante appello affinché le Istituzioni tutte, a cominciare da quelle più vicine al cittadino, il Ministero dello Sviluppo Economico e la stessa Imprenditoria Locale e Nazionale, imprimano una svolta significativa ad una brutta pagina di  storia industriale, per dare finalmente un futuro certo ai lavoratori e alle loro famiglie».  .
«Dopo un attento confronto – ha commentato il sindaco Maurizio Proietto - sulla situazione attuale e sul dramma che colpisce anche una cinquantina di famiglie di Serrone, il Consiglio comunale tutto ha votato unanime il proprio sostegno. Scriveremo anche noi a tutti i soggetti che possono intervenire su questa incredibile vicenda affinché lo facciano, a tutela della sopravvivenza di lavoratori che hanno sempre lavorato e pagano oggi colpe non loro. Per quanto ci riguarda, abbiamo dato la nostra disponibilità a studiare forme per trovare il modo di accompagnare alla pensione alcuni lavoratori».

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