Fonti rinnovabili, risparmio energetico e raccolta differenziata: in provincia di Frosinone c’è ancora tanto da lavorare. Non si può certo dire che nel Lazio siamo dei campioni a sfruttare le risorse energetiche naturali e men che meno in Ciociaria. Stando ai dati del dossier “Comuni rinnovabili 2007” realizzato da Legambiente due anni dopo il Protocollo di Kyoto e presentato ieri a Roma in occasione della “Settimana Amica del Clima”, risulta che rispetto alla media europea in Italia i centri più grandi fanno segnare un certo ritardo, mentre i risultati più incoraggianti vengono dalle amministrazione con meno di 5000 abitanti.
Secondo Legambiente nel Lazio siamo in presenza di numeri davvero arretrati: con 398 MW in impianti idroelettrici la nostra regione, infatti, si piazza all’undicesimo posto in Italia per potenza installata, con 10,9 MW in impianti eolici al nono posto, con 0,3 MW in impianti solari fotovoltaici all’undicesimo posto e con 67 MW in biomasse al settimo posto.
Per il solare termico (produzione di acqua calda) tra i “piccoli comuni” la Ciociaria “conquista” il 105° posto con il comune di Guarcino. Tra gli ultimi posti, al 161° posto troviamo Pignataro Interamna. Per quanto riguarda i centri principali, solo al 29° posto compare Frosinone fino ad arrivare al 60° con Fiuggi. Per il solare fotovoltaico la nostra provincia non si classifica proprio. Tra i “piccoli comuni” del Lazio che hanno dichiarato di soddisfare almeno in parte il proprio fabbisogno elettrico tramite pannelli solari fotovoltaici nelle strutture comunali con 1.091kW complessivi, troviamo Piglio al 17° posto con 19 KW. Per quanto riguarda i grandi comuni risulta minimo l’uso nel capoluogo ciociaro, al 113° posto con 4,77 kW. Nella diffusione dell’energia eolica troviamo pochissimi comuni laziali tra cui Vallerotonda con 1,8 MW e Viticuso con 7,2 MW, due piccole realtà locali di cui andare fieri. Solo due, infine, di cui uno è Giuarcino con 2 MW, i centri laziali minori (per numero di abitanti) che soddisfano in parte il proprio fabbisogno tramite piccoli impianti idroelettrici. Ma almeno Frosinone è uno dei 5 Comuni nel Lazio (con Roma, Allumiere, Colonna e Gorga) che hanno approvato un regolamento edilizio che incentiva l’utilizzo di fonti rinnovabili, risparmio energetico e bioedilizia (sono 109 in Italia).
Notizie poco confortanti arrivano anche dal “Rapporto rifiuti 2006” presentato dall’Apat (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici). La quota regionale di raccolta differenziata si è attestata al 10,4%, pari a 338.972 tonnellate su un totale di rifiuti urbani prodotti nel 2005 di oltre 3,2 milioni di tonnellate. Solo la capitale, però, fa registrare il 15,3% pari a 299.837 tonnellate di differenziata nel 2005 e una crescita nel biennio 2004-2005 di 50 mila tonnellate. Gli altri capoluoghi di provincia sono molto al di sotto e Frosinone è al penultimo posto nel Lazio (davanti solo a Rieti) con 7.569 tonnellate.
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