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Occupazione, estate "bollente" alla Henkel e alla Marangoni. Sit-in alla Provincia degli operai ex Videocolor

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ANAGNI - Avevano detto che non avrebbero mollato. E così è stato. Dopo la Prefettura è previsto quest'oggi un nuovo sit-in degli operai della ex Videocolor (nella foto in assemblea), stavolta dinanzi al palazzo dell'Amministrazione provinciale di Frosinone.

L'obbiettivo è quello di trovare ascolto dalla Provincia e dal Presidente Antonello Iannarilli a cui è stata consegnata in queste ore una lettera specifica, così come dal Prefetto Eugenio Soldà a cui pure è stata rappresnetata un'altra missiva. Ma oggi in  Provincia ci sarà anche la presenza di molti Sindaci del comprensorio, a cui gli ex operai Videocolor vogliono far sentire la loro voce.

Il fallimento dell'azienda di località Frattarotonda non scoraggia la lotta di molti dei lavoratori e dei sindacati, che sperano nella soluzione del problema occupazionale e di una svolta. Soprattutto dopo le parole di alcuni giorni fa dell'assessore alle Attività produttive Mariella Zezza che, a mezzo stampa, aveva parlato di "interesse di imprenditori" per il sito ex Videocon.

La verità però è che nessuno tra i lavoratori cassintegrati crede più agli annunci o, peggio, alle promesse. Si attende la convocazione del tavolo di crisi della ex Videocolor presso il Ministero dello Sviluppo economico (Mise), unica sede deputata, insieme al Ministero del Lavoro, a risolvere la drammatica faccenda occupazionale che coinvolge un intero comprensorio. La paura è che prima di ferragosto non arrivi convocazione alcuna. E che a settembre potrebbe essere troppo tardi, per usufruire di quei fondi del Feg (Fondi europeri per la globalizzazione), senza ancora intravvedere comunque una possibilità di rilancio industriale del sito anagnino.

La palla è nelle mani delle Istituzioni, Regione Lazio e Mise in testa. Per questo gli operai ex Videocolor hanno scelto il pressing asfissiante alle Istituzioni locali, in barba a qualsiasi previsione meteo che parla di giornate "torride" al centrosud.

La temperature è destinata a salire, se possibile, anche a causa di altre situazioni difficili dal punto di vista occupazionale. Desta preoccupazione ad esempio la richiesta di mobilità, da parte della Henkel di Ferentino per 16 dei circa 160 addetti che vi lavorano. Sono in corso vertici delicati tra dirigenza e parti sociali.

Così come le luci si sono accese sulla vicenda della Marangoni (nella foto), sempre ad Anagni.

Qui la situazione resta preoccupante, nonostante l’esito positivo della vertenza da poco conclusa tra lavoratori e azienda dopo lo sciopero spontaneo promosso dai lavoratori nel febbraio scorso, dopo l’ipotesi di un taglio delle tredicesime. Il costo del lavoro è stato effettivamente ridotto dopo un referendum in cui il SI aveva ottenuto oltre il 60%: i lavoratori, attualmente impegnati in regime di cassa integrazione a rotazione, avevano ceduto qualcosa sperando in un rilancio dello stabilimento che offrisse quantomeno maggiore sicurezza occupazionale in un momento particolarmente difficile.

Il momento del rilancio non sembra però arrivare, e anzi la dirigenza lascia trapelare forti preoccupazioni per la sostenibilità dello stabilimento a fronte delle perdite d’esercizio cumulate negli anni precedenti e che nella contingenza attuale continuerebbero a manifestarsi.

Anche per questo nelle scorse settimane è stato richiesto il cosiddetto "Training on the job", ovvero il processo di formazione per i lavoratori in azienda. Qualche giorno fa il presidente di Unionifidi Fabio Forte aveva reso noto che, grazie ad una azione congiunta con l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Mariella Zezza, erano stati erogati 2 milioni di euro necessari per «accedere a linee di credito per riprendere ed incrementare la produzione da parte dell’azienda stretta nella morsa della crisi». Ma si tratta di palliativi in grado di spostare di qualche mese la resa dei conti, non certo di interventi che consentano una uscita dall’attuale situazione di incertezza per il futuro, manifestata anche dal presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, dopo un incontro con la dirigenza.

Anche per questo sono in corso anche qui assemblee dei lavoratori il cui tasso di preoccupazione cresce di giorno in giorno sempre più.

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Agosto 2012 14:47

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