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Fiuggi, proseguono le incertezze su gestione Terme SPA & Golf, Comune diposto a subentrare

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FIUGGI - Prosegue la situazione di forte incertezza rispetto alla gestione della Terme di Fiuggi SPA & Golf. Il presidente della Commissione Consiliare Turismo Alessandro Battisti ha comunicato l’esito, ancora non incoraggiante, della riunione svoltasi il 6 luglio scorso presso il comune di Fiuggi, nel corso della quale «per l'ennesima volta si è registrata l'incertezza del gestore Terme di Fiuggi SPA & Golf rispetto ad ogni questione affrontata, sia di breve che di lungo periodo. Pur comprendendo l'impreparazione del nuovo Presidente Dott. Silenzi, che non ha avuto il tempo materiale di acquisire una piena conoscenza delle problematiche aziendali, l'Amministrazione Comunale non ha potuto certo esprimere soddisfazione e fiducia, soprattutto dopo l'esperienza recente della ridicola trattativa con la Vikay, che ha fatto perdere tempo prezioso a tutti, ha compromesso la preparazione della stagione in corso ed ha rivelato una preoccupante superficialità del gruppo dirigente da poco superato con le determinazioni assunte dall'assemblea dei soci di mercoledì 4 Luglio. Anche nell'ordinaria gestione del complesso termale degli ultimi due mesi le scelte assunte da Terme di Fiuggi SPA & Golf sono state alquanto discutibili. Il gestore è stato sollecitato a garantire da subito la tradizionale qualità nei servizi erogati, ma si è anche detto chiaramente che, nel medio periodo, non può esserci nessun sostegno comunale in assenza di un progetto di rilancio concreto e di adeguata copertura finanziaria a supporto, elementi che ad oggi sono completamente assenti e che devono essere esplicitati in forma compiuta entro la fine di Ottobre. Inoltre, circa la penosa situazione dei lavoratori, richiamando la dichiarata volontà del Commissario Andrea Lolli di cercare soluzioni presso il Ministero dello Sviluppo Economico, è emerso con chiarezza l'urgenza assoluta di concordare tra azienda e parti sindacali  una piattaforma dettagliata da presentare in quella sede, accompagnata da precisi impegni per gli investimenti futuri. Infine, l'Amministrazione ha rappresentato con chiarezza la propria determinazione a rientrare direttamente in possesso del ramo aziendale, senza alcuna necessità di contenzioso, se le Terme di Fiuggi SPA & Golf dovessero trovarsi nell'impossibilità di proseguire l' attività ottemperando rapidamente alle richieste poste in sede di  Commissione. L'organismo si è aggiornato in attesa che organizzazioni sindacali ed azienda producano la piattaforma congiunta da presentare in sede ministeriale».

La stagione 2012 rischia per Fiuggi di passare agli annali come un picco negativo per le presenze turistiche, che stanno facendo registrare nuovi minimi dopo un declino ormai pluriennale. Per di più continua a mancare la chiarezza sugli obiettivi imprenditoriali chiari a fronte di costi di gestione che non lasciano intravvedere la possibilità di raggiungere l’equilibrio di bilancio.
Retrospettivamente, appare del tutto negativa la vicenda della tentata cessione delle Terme agli “inglesi” della Vikey Financial Services ltd, società che era stata segnalata da tempo dalla Banca d’Italia come “abusiva”, priva cioè delle prescritte autorizzazioni per operare sul mercato finanziario italiano. Eppure l’offerta della società con sede a  Wembley, ma riconducibile agli imprenditori italiani Felice Di Gennaro e Antonino Sausa, è stata ritenuta credibile dall’attuale proprietà; più cautela era stata dimostrata dall’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Martini, che ora deve risolvere una questione cruciale per le sorti economiche della città, nel breve periodo per assicurare la gestione della stagione corrente e ancor di più nel lungo termine, per rilanciare un comparto economico essenziale per la città come il turismo termale.
Ma che si trova a lavorare, oltre che in una situazione di oggettiva difficoltà economica, in un clima di tensione con gli albergatori che soffronto la congiuntura e sul piede di guerra contro l’IMU, imposta che si paga a prescindere dal giro di affari effettivamente realizzato, e che in tempi di vacche magre e debilitate rischia di mettere in ginocchio le strutture più fragili, con ulteriori conseguenze sull'occupazione e sull'economia locale.

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