Un chilo di prosciutto di montagna al banco di un supermercato ciociaro vi costa, in media, due euro più che a Roma, e un euro in più rispetto alla media dei supermercati del lazio monitorati dall’Area sistema statistico della Regione. E’ uno dei tanti dati che balza agli occhi nei primi dati del monitoraggio avviato due mesi fa dall’assessorato alla Tutela dei consumatori della Regione su 60 punti vendita della grande distribuzione organizzata nel Lazio.
«L’intento - spiega l’assessore Mario Michelangeli - è quello di verificare quale sia la reale portata degli eventuali effetti moltiplicativi di incremento dei prezzi nel territorio laziale e se essi siano connessi a problemi concorrenziali». Il monitoraggio ha avuto inizio a metà maggio. Ad essere considerati nella rilevazione 32 prodotti alimentari (ad esclusione di quelli ortofrutticoli), considerati beni di prima necessità. Si va dal pane, al latte, alla pasta, alla farina; alla carne. L’osservazione è a cadenza quindicinale. E nell’ultimo periodo preso in considerazione (9-14 giugno) non arrivano buone notizie per i consumatori ciociari. Fare la spesa costa più che altrove. Prendendo in considerazione i prodotti di fascia bassa, infatti, il costo totale è superiore a quello medio del Lazio di quasi tre euro. Non è poca cosa se si considera che i prezzi rilevati sono relativi a singoli prodotti (se si esclude carne e affettati i cui prezzi sono relativi ad 1 kg). In totale, acquistare i 32 prodotti in Ciociaria costa 125,46 euro (scegliendo quelli di fascia bassa) contro i 122,83 euro del costo medio nel Lazio. Sta peggio di noi solo Latina (126,49 euro). Da notare che pochi prodotti fanno lievitare il costo, visto che su 32 prodotti 18 costano meno della media regionale, 12 di più e due sono perfettamente in media. Il prodotto più caro in assoluto è il prosciutto di montagna, il più conveniente in media è il salame Milano che al banco costa addirittura 2,05 euro meno della media regionale. Quanto alla carne un chilo di macinato di bovino costa in media 84 centesimi più della media regionale e quasi due euro in più rispetto a Rieti. Se si prendono in considerazione i prodotti di fascia media (sono però solo 18 su 32) le differenze di prezzo si attenuano: comprarli a Frosinone costa in media 41,59 euro, 13 centesimi in meno rispetto alla media del Lazio e 14 in più rispetto a Latina. «Il continuo aumento dei prezzi è un problema che più di ogni altro deve essere affrontato. Come Regione non abbiamo un potere di intervento diretto, ma questa indagine consente di tenere sotto controllo rincari ingiustificati e segnalare eventuali speculazioni all’autorità garante per il mercato. L’intenzione, se ne avremo la possibilità, è quella di prolungarne la durata». (da: IlMessaggero)