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Anagni: dopo il fallimento Videocon, priorità è l’accordo di programma per il rilancio dello stabilimento

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ANAGNI - Alla fine è giunta anche l’ufficialità alla notizia che da ieri pomeriggio rimbalzava da Frosinone circa il fallimento della Videocon, azienda che dagli anni Settanta ha scritto la storia dell’elettronica di consumo italiana. Una notizia per anni spauracchio dei 1300 dipendenti, ma che oggi si è trasformata nell’unica via di uscita dall’empasse determinata dal debito di quasi 100 milioni di euro gravante sulla società rilevata dagli indiani della famiglia Dhoot.

Durante l’occupazione dello stabilimento avviata ieri dai lavoratori si è registrato l’intervento del sindaco di Anagni, Carlo Noto, che ha riportato l’impegno del governo, attraverso il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, di preservare i circa 50 milioni di euro destinati a finanziare l’accordo di programma per il rilancio del sito di Frattarotonda.

Una posizione su cui concorda l’europarlamentare PD Francesco De Angelis, che in una nota ha dichiarato: «La prima cosa fondamentale è assicurare la salvaguardia del contratto di programma già assegnato alla VDC in modo da garantire un supporto economico ai lavoratori in CIG. Poi bisogna che tutte le istituzioni locali e nazionali si attivino per il mantenimento dell’accordo di programma che conduca ad un rilancio, in qualche forma, del sito produttivo. Nelle prossime settimane il tavolo di crisi della Regione Lazio dovrà prendere iniziative, unitamente al ministero dello sviluppo economico, per trovare un progetto industriale sostenibile.
Governo, Regione, Provincia e tutte le altre istituzioni del territorio, assieme ai sindacati ed alle forze economiche e produttive della provincia devono lavorare insieme per cercare di individuare soluzioni imprenditoriali anche completamente nuove per la riconversione e il rilancio dello stabilimento, perché non possiamo perdere una realtà così importante».

Il consigliere regionale PD Francesco Scalia enfatizza il ruolo della Regione Lazio: «Chiuso il capitolo della VDC Technologies e dei suoi debiti, impegniamoci nella ricerca di nuove soluzioni produttive.  La speranza è che nuovi imprenditori con progetti industriali credibili possano prendere in affitto dal Curatore il ramo d’azienda e far ripartire lo stabilimento avvalendosi anche del contratto di programma in atto, rispetto al quale la Regione deve mantenere il proprio impegno finanziario».

Insomma: la situazione è difficilissima ma ancora non del tutto irrecuperabile per l'economia del territorio; per raggiungere il risultato auspicato sarà necessario il contributo delle istituzioni locali, della Regione e del Governo. Le difficoltà sono legate alla strettezza dei tempi (entro pochi mesi sarà necessario individuare delle prospettive concretamente praticabili) e alla contingenza economica nazionale e internazionale, che rende in questo momento particolarmente difficile catalizzare le energie e i capitali necessari ad avviare una nuova attività economica, che comunque difficilmente potrà assicurare una prospettiva occupazionale a tutti i dipendenti attuali.

I lavoratori però non si danno per vinti, e oltre alla occupazione dello stabilimento stanno prendendo in esame altre iniziative per richiamare l'attenzione su una vertenza tra le maggiori in Italia e che fino a questo momento non ha ricevuto l'attenzione che avrebbe meritato sul piano nazionale. Si partirà con l'organizzazione di un 'Videocolor Day' il prossimo 2 luglio, recuperando la denominazione storica e più gloriosa per lo stabilimento anagnino, un passato più solido su cui ancorare il futuro. È una scommessa che non si può perdere perché il fallimento della Videocon, inserito in un territorio già economicamente depresso, rischia di innescare una autentica bomba sociale.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Giugno 2012 13:17

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