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Videocon di Anagni, concluso vertice al Ministero. De Vincentis: "C'è il nostro impegno ma situazione resta difficile"

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ANAGNI - "L'impegno del Governo è confermato ma la situazione resta oggettivamente difficile". Sono le parole ferme e realistiche del sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincentis a conclusione del tavolo sulla vertenza Videocon, conclusosi poche ore fa al Ministero.
Un incontro richiesto dal Prefetto di Frosinone dopo la clamorosa protesta dei lavoratori VDC che hanno marciato pacificamente, lunedì pomeriggio, sulla città dei Papi, presidiando per due giorni il palazzo comunale, per ottenere risposte dal Governo. E la risposta è arrivata.
Oggi pomeriggio infatti al ministero dello sviluppo erano presenti il Governo col sottosegretario De Vincentis, i rappresentanti provinciali della maggiori sigle sindacali, l'Assessore alle attività produttive della Regione Lazio Mariella Zezza e i sindaci di Anagni e Acuto Carlo Noto e Augusto Agostini.

La drammatica situazione Videocon è stata al centro del confronto che ha visto il Ministero e la Regione confermare l'impegno ad occuparsi fattivamente della vicenda del sito di Frattarotonda. Impegno che andrà in due direzioni.

La prima, che prevede un contatto con la proprietà indiana della Videocon per tentare di strappare un'altra proposta, più soddisfacente per i creditori dell'azienda, in merito all'ormai noto procedimento del concordato preventivo. La parola passa dunque agli indiani che, fino al 22 giugno, quando ci sarà, forse, l'ultima convocazione in cui sarà possibile, per l'assemblea dei creditori, esprimersi sul concordato (Banca Intesa in testa). Voto che potrebbe essere favorevole se la proposta indiana fosse "migliorativa" del 5% circa proposto da Videocon verso i creditori. Proposta finora rispedita al mittente.

La seconda azione del Governo è quella del rilancio. De Vincentis ha parlato esplicitamente di "reindustrializzazione" anche se, per la prima volta, in senso complessivo e territoriale. Non solo in relazione al sito Videocon ma per l'intero territorio che vive una crisi industriale senza precedenti. Inoltre il Governo ha confermato i contatti anche recenti con l'azienda Ssim, il colosso siriano-canadese che ha una sorta di "diritto di prelazione" sulla ex Videocolor e che, stando alle testimonianze governative, sarebbe ancora intenzionato a rilevare e rilanciare il sito anagnino a patto che non fallisca.

La data del 22 giugno diventa dunque di nuovo decisiva. Ma l'azione del Governo e la eventuale risposta (e si spera nuova proposta) che arriverà dai vertici Videocon restano, per gli operai VDC e per il territorio intero, ancor più importante.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Maggio 2012 21:53

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