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Boom del credito al consumo in Ciociaria

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FROSINONE - Secondo i dati del Crif, elaborati da "Il Sole 24 Ore", Frosinone si colloca al quattordicesimo posto tra le 107 province italiane come importo medio finanziato nel 2007: ogni ciociaro deve restituire 13.473 euro per prestiti personali e 6.007 per prestiti finalizzati. L'acquirente tipo? Donna, tra i 34 e i 45 anni, lavoratrice dipendente, vuole comprare un'auto, andare in vacanza o curarsi i denti. Gli italiani messi peggio abitano a Chieti. Secondo l'analisi di Crif Decision Solutions su Eurisc, i residenti a Chieti hanno accumulato nel 2007 un credito personale al consumo di quasi 15 mila euro. Seguono i residenti a Viterbo (14.579), prima nel Lazio. In quattordicesima posizione troviamo Frosinone, seconda provincia nel Lazio come credito al consumo personale, ossia non vincolato all'acquisto di uno specifico bene o servizio, ma chiesto per esigenze personali. Il che significa che in Ciociaria esiste ancora un notevole tasso di povertà relativa. Ultima, in Italia, la provincia di Pesaro Urbino con 10.350 euro. Per rimanere nel Lazio, al trentaquattresimo posto troviamo Latina con 12.764 euro di indebitamento medio, al quarantunesimo Roma con 12.572 e infine Rieti (75°) con soli 11.902 euro. La media nazionale è di 12.388 euro. Entrando più nel dettaglio dell'analisi del Crif, rispetto al 2006 Frosinone ha avuto un incremento dell'8,5% per i prestiti personali e dell'1,7% per i prestiti finalizzati, ossia utilizzati per l'acquisto di beni o servizi specifici, Viterbo dell'8,7% e del 3%, Latina del 9,2% e dell'1,5%, Roma del 9,5% e del 2,8% e infine Rieti del 9,9% e del 9,4%, l'incremento annuale più alto. Per Frosinone la corsa continua, dunque, ma il ritmo sta calando. Da una recente indagine dell'Osservatorio Assofin - Crif - Prometeia, inoltre, emerge che la stragrande maggioranza (79%) degli importi dei prestiti nel 2006 saranno finalizzati all'acquisto di auto e moto, seguiti da elettronica di consumo ed elettrodomestici (9%), mobili e accessori per la casa (5,5%) e altri beni o servizi come ad esempio spese sanitarie e vacanze. L'acquisto di beni di consumo, stando ai dati Eurispes, interessa soprattutto i lavoratori dipendenti (anche se non mancano pensionati e casalinghe) nella fascia d'età che va dai 34 ai 45 anni, con una certa prevalenza delle donne. Una geografia a macchia di leopardo, quella italiana. Perché? «Il ricorso al credito è influenzato dall'economia ma anche da fattori che attengono alla cultura e agli atteggiamenti delle famiglie», spiega il direttore di Crif. (da: Ilmessaggero)

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Giugno 2008 23:01

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