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ILVA di Patrica, Scalia e Abbruzzese delusi per esito dell’incontro alla Regione Lazio

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ROMA - Delusione trasversale per l’esito dell’incontro di ieri presso la Regione Lazio sulla situazione dell’ILVA di Patrica. L’azienda non ha comunicato nulla relativamente alle proprie intenzioni sul futuro dello stabilimento ciociaro, che rischia di essere delocalizzato a Novi Ligure, così come annunciato dall’azienda nella sede di Unindustria Frosinone lo scorso 27 febbraio.
Il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Mario Abbruzzese ha commentato: «Di fronte al silenzio dei vertici della Ilva abbiamo deciso, di concerto con l’assessore al lavoro Mariella Zezza e le organizzazioni sindacali di categoria, di inoltrare al ministero la richiesta di convocazione della proprietà per conoscere le loro intenzioni sul futuro dello stabilimento di Patrica. Giova ricordare - ha aggiunto Abbruzzese - che nel sito e nell’indotto lavorano circa cento persone ed è impensabile che i rappresentanti dell’azienda si presentino ad un tavolo di crisi e, nel corso della discussione, neghino la possibilità di conoscere il piano industriale e le loro reali intenzioni sul futuro occupazionale dello stabilimento.
Nei giorni scorsi ho scritto al presidente del gruppo industriale, ingegner Emilio Riva, chiedendogli di riconsiderare le determinazioni in ordine al ridimensionamento del sito di Patrica, o comunque di prevedere delle produzioni alternative finalizzate alla conservazione degli attuali posti di lavoro.
A questo punto l’unica strada da percorrere è quella di chiedere al ministero di convocare la proprietà, perché questa temuta chiusura andrebbe a gravare su un  tessuto industriale, come quello della provincia di Frosinone, già ampiamente mortificato da un processo di deindustrializzazione che sta determinando un vero e proprio allarme sociale.
Colgo l’occasione - ha concluso Abbruzzese - per ringraziare l’assessore al Lavoro Mariella Zezza, che ha dimostrato grande attenzione al territorio, ed in particolare a quest’ultima vertenza che mette a repentaglio il futuro di molti giovani lavoratori del frusinate».
Al tavolo di crisi, oltre al presidente Abbruzzese e all’assessore Zezza, hanno preso parte i rappresentanti sindacali di categoria, il primo cittadino di Patrica, Denise Caprara, l’assessore provinciale al Lavoro, Francesco Trina, il capogruppo del Pdl in provincia, Giuseppe Patrizi e i consiglieri regionali Anna Maria Tedeschi e Francesco Scalia.
Quest’ultimo si è detto amareggiato in una nota, spiegando: «L’atteggiamento tenuto dai rappresentanti dell’Ilva è stato assolutamente inaccettabile. L’azienda non ha voluto dare una sola risposta ai numerosi interrogativi  che assillano i lavoratori ed i rappresentanti delle istituzioni. Non ha voluto neanche confermare – cosa invece purtroppo nota – che l’investimento del Gruppo Riva, fatto su Novi Ligure, riguarda la stessa produzione  che oggi impegna lo stabilimento di Patrica. Quindi, una volta messo a regime il nuovo impianto, l’intera produzione di Patrica sarà trasferita. Rispetto alle domande sulla riconversione del sito, l’azienda si è trincerata dietro un silenzio assoluto rinviando ogni risposta a 3 mesi da questo tavolo.
Su questa vertenza, nonostante l’impegno della Regione, è necessario l’intervento del MISE. È urgente – sottolinea Scalia - che il tavolo si sposti al ministero dello sviluppo economico, e lì, l’Ilva chiarisca i suoi progetti su Patrica e si assuma le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori e del territorio, dal quale, finora, ha tratto solo benefici».

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