Coordinamento Acqua Pubblica di Frosinone: «Acqua a prezzi di oro blu, mentre cittadini subiscono la malagestione di Acea»

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FROSINONE - Il Coordinamento per l’Acqua Pubblica di Frosinone ha diffuso un durissimo comunicato per commentare la decisione del commissario incaricato di stabilire la tariffa idrica dell’ATO 5 dopo che la politica aveva dato forfait con una serie di Assemblee dei Sindaci che non sono riuscite a trovare un punto di accordo sulla delicata questione. La tariffa ufficialmente indicata dal commissario è infatti di 1,359 €/mc, cioè la stessa con la quale ACEA per vinse il bando di gara, rivalutata per tener conto dell’inflazione, ma senza alcuna detrazione per scomputare i mancati investimenti sulle infrastrutture e i notevoli disagi che gli utenti tuttora subiscono nell’erogazione del servizio.

Riportiamo integralmente i due comunicati: «Siamo alle solite. I cittadini subiscono da oltre otto anni le malagestione di Acea Ato 5 S.p.A. e ancora una volta – questa volta grazie ad un commissario paracadutato (in ogni senso) su un territorio e in una storia che non conosce e non  si è peritato di conoscere – si ritrovano davanti la solita cialtronata con cui si chiede loro di pagare un servizio come se quel servizio lo si fosse visto - non solo - come se quel servizio fosse stato reso perfettamente, senza disservizi, senza sospensioni e con le centinaia di milioni di investimenti effettuati (certo … ad essere rimborsati ci sarà sempre tempo … nella stagione del mai!)
Il signor commissario, che peraltro ha chiesto pure l’ausilio di tecnici, infatti, si è limitato a prendere la tariffa stabilita nella gara del 2001 (quella determinata a preventivo a copertura di un servizio perfetto e senza sfasature ed omissioni) e a rivalutarla in base agli indici Istat del costo della vita di ogni anno.  Un compitino da studente di terza media che, peraltro, vorremmo sapere quanto ci verrà a costare di onorario.
Non solo, il signor commissario, infischiandosene della volontà del popolo sovrano che il 12 e 13 giugno del 2011 ha cancellato dalle tariffe la remunerazione del capitale, invece di togliere questa voce dalla tariffa, “consiglia” ad Acea Ato 5 S.p.A. di accantonare le relative somme nell’evidente malaugurato caso che sia chiamata a restituire il maltolto che comunque, adesso, con questa tariffa, egli le assicura!
Da ultimo e a completare la sua opera, senza che la cosa gli fosse stata richiesta dal TAR, in combutta con quella Segreteria Tecnica Operativa che in questi anni nulla ha fatto per assolvere ai propri compiti (ma lo ha fatto comunque a spese dei cittadini!), ha predisposto, ovvero ha fatto sua un’articolazione tariffaria calcolata dalla Segreteria Tecnica Operativa, che, in barba alla stessa tariffa reale media che fissa poco prima, farà costare l’acqua molto di più (1.491,00 €/mc per un consumo medio tra tutte le utenze) e ad una famiglia media con un  consumo medio, anche oltre i 2 euro a metro cubo (infatti quanto consuma mediamente una famiglia non ha nulla a che vedere con la media del “pollo” calcolata sui consumi di tutte le utenze!).   
Il signor commissario, Acea Ato 5 S.p.A., il Presidente dell’Autorità d’Ambito Antonello Iannarilli e quella banda di ignavi che costituisce l’Assemblea dei Sindaci che, lavandosene le mani, ci ha prodotto questo ennesimo regalo, stiano tutti tranquilli: ci vedremo in tribunale.
Come Coordinamento Acqua Pubblica della provincia di Frosinone faremo ricorso al TAR contro questo provvedimento indegno e indecente.
E organizzeremo ancora una volta la risposta dei cittadini che invitiamo, come è loro diritto, a non pagare un servizio di cui non hanno goduto.
Come abbiamo ripetutamente detto ed illustrato, l’assemblea dei sindaci, prima, e il commissario, ora, avrebbero potuto determinare la tariffa corrispondente all’effettivo servizio (si fa per dire) reso in questi anni da Acea Ato 5 S.p.A.
Loro non lo hanno fatto e i cittadini allora se lo faranno da soli, applicando la giusta tariffa e non un centesimo di più».

In un secondo comunicato, diffuso contestualmente, il Coordinamento per l'Acqua Pubblica analizza nel merito il dispositivo del Commissario facendo le riflessioni che seguono: «

La buona notizia

La buona notizia è che il Commissario certifica punto per punto la validità delle nostre rivendicazioni tra cui:
eliminazione del minimo impegnato (CIPE n.52/2001);
rimborso depurazione (sentenza C.C. n.335 del 10/10/2008 e D.M. 30/09/2009). Anche se commette un marchiano errore metodologico, facendo intendere che il rimborso è dovuto solo a chi non è allacciato al depuratore, omettendo così tutti gli utenti allacciati ad un depuratore che non funziona. Il rimborso è dovuto invece, come dice la sentenza, anche solo per un periodo temporale di malfunzionamento;
• eliminazione dalla tariffa della quota parte della remunerazione garantita del capitale come sancito dall’esito referendario e come doveva essere fatto a partire dal 21 luglio del 2011;
• la impossibilità ad applicare retroattivamente le tariffe;
• la necessità di rilevare le reali condizioni del servizio, dei costi operativi effettivi, degli investimenti etc.;
• di fondamentale importanza, il fatto che come base di partenza per la valutazione degli “scostamenti” (tra quanto doveva essere fatto e quanto effettivamente l’ACEA ha realizzato) vale l’offerta ACEA sulla base di gara di partenza e non la sciagurata transazione revisionale del 2007 che, solo grazie alle nostre lotte, è stata definitivamente annullata dai Sindaci e la cui nullità è stata ribadita dalla magistratura.

La cattiva notizia
La cattiva notizia è che la T.R.M. definita dal Commissario non tiene conto di tutto questo.
Sostanzialmente la T.R.M. di 1,359 €/mc è semplicemente quella a suo tempo offerta da ACEA per il 2012 in fase di gara, rivalutata per tener conto dell’inflazione.
In pratica è la tariffa che l’ACEA avrebbe potuto rivendicare qualora avesse esattamente ottemperato a tutti gli impegni contrattuali sottoscritti. In pratica tutte le situazioni pendenti descritte e le verifiche del caso, ad esempio degli investimenti, sono rimandate ad una seconda fase. Cioè al momento della revisione del piano d’ambito. Come lo stesso Commissario dice testualmente nel dispositivo.
Come dire che gli utenti intanto pagano, poi, in base agli scostamenti verificati di tutti gli obblighi contrattuali si procederà con atti successivi, dello stesso Commissario, alla “regolazione” delle differenze riscontrate attraverso il calcolo di “conguagli” a debito e a credito del gestore, incidendo sulla TRM del periodo successivo.
Tutto questo non solo non è accettabile ma fa ricadere sulle tasche dei cittadini la colpevole insipienza dell’ATO5 e dell’organo sovrano, l’Assemblea dei Sindaci che avrebbe dovuto deliberare in tutti questi anni procedendo alla revisione annuale e a quella straordinaria della tariffa in funzione della Gestione ACEA.
Da quanto detto si evince quindi, che i cinque mesi di “lavoro” del Commissario sono serviti solo per fare un calcolo che poteva essere fatto in un’ora.
Facciamo notare inoltre che le spese per le prestazioni tecniche del Commissario se le dovrà accollare l’Amministrazione dell’ATO5 quindi noi cittadini…
Intollerabile poi non dar corso da subito all’esito referendario... umiliando la volontà popolare.

La notizia più grave
La notizia più grave è che il dispositivo è corredato da una “relazione di accompagnamento” redatta dalla S.T.O. che con nota del 17 febbraio 2012 prot. AT/254, che propone una articolazione tariffaria da scandalo.
Ancor più sconcertante che Il Commissario fa propria questa articolazione e ne dispone la pubblicazione, a cura di ACEA ATO5 S.p.A., sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, in modo che possa essere tempestivamente applicata.
Il documento sancisce, se ancora ce ne fosse bisogno, la ormai conclamata inutilità e inconsistenza dell’organo Tecnico dell’ATO5, per non dire altro. Senza entrare in tecnicismi inutili che ci riserviamo di analizzare nelle sedi opportune possiamo dire in sintesi che:
• la S.T.O. riserva un trattamento speciale ai cittadini perché la vera tariffa media che gli utenti saranno costretti a pagare è pari a € 1,491 €/mc cioè quasi il 10% in più della T.R.M. stabilita dal commissario. Un vero regalo ad ACEA. Circa 4 Milioni di euro più del dovuto che il gestore è pronto incassare insieme agli oltre 12,5 Milioni di euro dovuti all’aumento del 44,57% sancito dal Commissario.
• la S.T.O. nello stabilire il percorso metodologico per la definizione dell’articolazione tariffaria fa riferimento, ancora, ad ipotesi e stime, facendo perfettamente capire che a tutt’oggi, cioè a nove anni dall’avvento del Gestore ancora non conosce nulla della situazione in cui versa l’ATO5;
• la S.T.O. riesce ad essere impopolare a tal punto da aumentare di circa il 20%, (da 2,789 a 3,326 €/anno) il più odioso balzello propinato agli utenti, quello inerente il nolo e la manutenzione del contatore. Come se non sapesse che oltre il 90% dei contatori sono di proprietà degli stessi utenti. L’ACEA infatti non li ha mai sostituiti pur dovendolo fare per contratto.
GRAZIE AMICI DELLA S.T.O. ce lo ricorderemo!», conclude il Coordinamento.

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Ultimo aggiornamento Sabato 17 Marzo 2012 16:49

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