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Videocon, tutti fanno il tifo per Toshiba. Mistero Ssim mentre non si esclude l'ipotesi fallimento

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ANAGNI - Tutti fanno il tifo per Ansaldo T&D. Inutile continuare a girarci intorno, ma l'azienda genovese del gruppo Toshiba alimenta le speranze, nemmeno tanto più nascoste, di molti dei lavoratori della ex Videocolor. Ad uscire allo scoperto a chiare lettere, questa mattina sulla stampa locale, è il segretario provinciale della Uilcem Mauro Piscitelli (nella foto a sx), che sta partecipando attivamente alla vertenza Videocon, e tra i primi a salutare con entusiasmo le "rivelazioni parlamentari" dell'onorevole ciociaria Anna Teresa Formisano, che ha avuto il merito di portare alla luce della ribalta l'interesse del colosso nipponico per il sito di Frattarotonda.

Un interesse tenuto invece nascosto dalla parti del ministero dello sviluppo, fatto che resta il vero "giallo" di questa vicenda, per il momento.
E proprio l'esito deludente dell'incontro al ministero della settimana scorsa ha fatto saltare un pò tutti sulla sedia. Per la prima volta dalle parole del commissario giudiziale Antonio Caiafa si è compreso infatti che la  ex Videocolor potrebbe falllire. L'idea del fallimento fa inorridire i lavoratori della Vdc technologies e ha fatto scendere in campo i sindacati in modo più deciso. A tal proposito proprio il segretario Uilcem Piscitelli ha tentato di spiegare come si può ancora evitare il fallimento: lasciando che l'Ansaldo T&D presenti il suo piano industriale. Un piano che potrebbe essere pubblico "a momenti", dopo che tecnici del gruppo Toshiba corporation hanno visionato l'azienda e hanno sottoscritto con Vdc un accordo di riservatezza. Ma in attesa degli eventi si procede con il concordato prventivo. L'assemblea dei creditori è confermata per mercoledì.
«Sul concordato preventivo - ha detto Piscitelli - una prima questione critica è la transazione fiscale propsta da Vdc all'Erario, con l'Agenzia delle entrate che ha chiesto tempo per verificare la proposta. Poi ci  sono le vertenze dei lavoratori,che ammonterebbero a 14 milioni di euro di cui la casa madre Videcon è disposta ad accollarsi solo la metà». Quindi il dirigente Uil ha spiegato: «Vi è poi la esiguità della proposta per i creditori (5,026%) da parte degli indiani», che rimane il vero nodo da sciogliere.
Quindi Piscitelli è entrato nel merito dei rapporti con l'azienda SSim, il gruppo siriano-canadese (già in affari in Slovacchia con la famiglia Dhoot). La SSim era rimasta, fino alle lettere presentate dall'onorevole Formisano, l'unico interlocutore ufficiale per l'acquisizione del sito anagnino. Ma prima la rivelazione di Invitalia di non avere notizie certe sul piano industriale del gruppo e poi il mancato versamento del milione e mezzo di euro come anticipo per l'acquisizione della ex Videocolor fanno pensare che anche Ssim si stia pian piano sfilando.
Dunque le strade resstano due, conferma Piscitelli: «O si va verso il fallimento oppure in considerazione della novità Toshiba gli indiani potrebbero trovare i giusti correttivi per proporre un nuovo concordato, visto e considerato che lo stesso consulente (il dottor Perrotti) vede allontanarsi i progetti di cessione alla Ssim».
Tutti nelle mani della Toshiba dunque. Anzi, del commissario Caiafa che comunque terrà l'assemblea dei creditori mercoledì prossimo per illustrare il piano concordatario. Anche se il Tribunale di Frosinone potrebbe accogliere la richiesta dei sindacati di non farlo votare il giorno stesso e dare così un pò di fiato alla vertenza.

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Febbraio 2012 15:32

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