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Filctem Cgil: «Stato di crisi per area nord della provincia». OK da Scalia. Preoccupa vertenza Videocon.

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ANAGNI - «Dichiarare lo stato di crisi per l'area nord della provincia». È quanto chiede in una lettera inviata al Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, la segreteria provinciale della Filctem Cgil.
In una nota a firma di Silvio Campoli e Sandro Chiarlitti, il sindacato fotografa la realtà occupazionale drammatica della provincia-nord, con particolare riferimento alla vertenza Vdc Technologies, che proprio ieri, in un incontro al Ministero dello sviluppo, ha subìto l'ennesima battuta d'arresto con un sostanziale «nulla di fatto».

Tra le aziende in crisi nel frusinate, «la Vdc è la più importante», ha spiegato Campoli, quasi un simbolo della crisi economica che si sta attraversando. «La proprietà della società - ha poi detto - ha presentato u n concordato preventivo presso il Tribunale con alcune criticità che, secondo noi, ostacolano non poco la riuscita del concordato stesso».
Tra queste «l'offerta del 5,026% dell'importo ai creditori chirografari» ha chiarito il sindacalista. Tra i creditori principali il gruppo Banca Intesa che comunque spiega il responsabile provinciale Cgil, «ha garantito il proprio credito verso Vdc attraverso alcune fidejussioni Videocon pendenti presso la Borsa internazionale di Mumbay».Quindi Campoli (nella foto) ha chiarito: «Lo stesso concordato prevede che al gruppo Ssim vengano ceduti dei beni» ma sappiamo che il progetto industriale del gruppo siriano-canadese non è ancora passato nemmeno al vaglio di Invitalia, per mancanza, secondo l'ente che certifica gli investimenti in Italia per il Governo,  di «dettagli più precisi».
Intanto ancora non si sa nulla dal tribunale di Frosinone circa il posticipo, richiesto dai sindacati, dell'assemblea dei crediotri che dovrà pronunciarsi sulla proposta di concordato. Per ora la data prescelta resta quella del 22 febbraio prossimo.
La situazione resta critica anche oltre il "mondo Vdc" se si pensa che il dato della Cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga è salita del 64% circa rispetto la 2010 in provinciacon un tasso di disoccupazione del 9,5% e un tasso di occupazione del 50% circa che è il più basso del Lazio, secondo i dati snocciolati dalla Cgil.
Intanto ieri pomeriggio alle è svolta l'assemblea aperta nella sede della Cgil di Anagni, ad Osteria della Fontana, propio per discutere della situazione Vdc dopo l'incontro deludente al Ministero.

Scalia d'accordo su richiesta CGIL al ministro Passera
In un comunicato del primo pomeriggio, sull'argomento è intervenuto anche il Consigliere Regionale PD Francesco Scalia, che in una nota ha sottoscritto l'appello della CGIL: «La crisi dell’area nord della provincia di Frosinone è a tutti gli effetti un problema nazionale, che coinvolge migliaia e migliaia di famiglie abbandonate a loro stesse. A partire dalla infinita vertenza Videocon, ormai c’è una vera e propria reazione a catena che sta coinvolgendo sempre più imprese del nostro territorio nel vortice di un sistema economico che non è più sostenibile dalla nostra realtà. I temi dell’appello che la Filctem CGIL ha inviato al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, riguardano lo stato generale delle piccole e medie imprese italiane, che sono costrette a subire la concorrenza estera a basso costo. Tutto questo – sostiene il Consigliere Regionale del PD Francesco Scalia – condanna pesantemente le professionalità che contraddistinguono le nostre aziende e quindi, di riflesso, la stabilità dei lavoratori».
Scalia esprime il pieno sostegno a questa ennesima iniziativa del sindacato guidato da Campoli e Chiarlitti, esprimendo forte preoccupazione per la triste realtà di questo territorio.
«La crisi economica – continua Scalia – è diventata crisi sociale. Bisogna attuare al più presto misure a tutela del lavoro e dei lavoratori, altrimenti sarà sempre più difficile evitare il totale tracollo dell’economia di un’intera Provincia».
A partire da Anagni e passando per tutta l’area industriale del nord della provincia, c’è bisogno di risposte concrete da parte del Governo, che può finalmente recuperare tutto il tempo perso finora.
«Il dramma di migliaia di lavoratori – conclude Scalia – non può passare inascoltato e rivolgo un appello affinché, istituzioni, politica e associazioni di categoria, arrivino ad una soluzione credibile  e sostenibile che ci porti fuori da questa crisi».

Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2012 09:05

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