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VDC, la Formisano rivela: "Piano Ssim non valutabile". Sindacati in assemblea

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ANAGNI - "Non esiste alcun piano della società Ssim per la VDC Technologies. O almeno alcun piano valutabile e preciso".
E' quanto si desume dalle dichiarazioni della Depuata UDC Anna Teresa Formisano, che ha richiesto espressamente nei giorni scorsi, all'Ad di Invitalia Domenico Arcuri, di relazionarle circa il carteggio tra la società siriano-canadese e l'ente che, per conto del Governo italiano, ha il compito di monitorare e attrarre gli investimenti esteri nel nostro paese.

 

La scoperta è davvero sensazionale se si pensa che la cordata Ssim, già in affari in Slovacchia con la famiglia indiana Dhoot proprietaria di Videocon e del sito di Anagni, era l'unica rimasta in campo per la possibile acquisizione del sito industriale di Frattarotonda. In una comunicazione ufficiale all'onorevole Formisano infatti, in qualità di membro della Commissione parlamentare per le Attività produttive, Invitalia ha spiegato che i rapporti con Ssim sono fermi ad un anno fa, quando venne chiesto ai vertici del gruppo di spiegare maggiormente nel dettaglio le intenzioni di acquisto del sito ex Videocolor. Da allora, sembra, non ci siano stati più rapporti. Ecco dunque che torna a farsi strada l'altro interlocutore di cui proprio grazie alla Formisano si è di recente venuto a sapere dell'interessamento per la Vdc, ovvero il gruppo Ansaldo T&D del colosso nipponico Toshiba. Un interessamento le cui lettere sono state svelate proprio dalla parlamentare ciociara, su cui continua ad aleggiare il mistero del perchè il Governo italiano e il Ministero dello Sviluppo in primis non fossero a conoscenza di nulla. L'Ansaldo, che avrebbe chiesto al commissario giudiziale Antonio Caiafa di poter visionare il sito anagnino, dimostrando così nei fatti l'interessamento, ha suscitato l'entusiasmo tra tanti lavoratori cassinintegrati dal 2001 della ex Videocolor. Ma in questi casi l'entusiasmo non basta. Ci vuole cautela. Anche perchè la Videocon di probabili acquirenti ne ha già visti sparire molti. Dal gruppo marchigiano di Cruciani che produce borsette al gruppo del presidente dell'Avellino calcio Pugliese. Dall'Ottogroup italo-cinese fino ai protagonisti della vicenda attuale. La sensazione però è che ora siamo alla resa dei conti. Nei giorni scorsi si è assistito sulla stampa allo schieramento pro o contro Ansaldo-Toshiba. Pro o contro il gruppo Ssim. Il punto è che le chiacchiere sono ormai su un binario morto. La palla è nelle mani del commissario Caiafa, che dovrà dirimere il nodo cruciale del concordato preventivo tra gli indianai della Videocon e i loro creditori che, per il momento, non sembra promettere nulla di buono. Qui sta o salta il successo o il fallimento della Vdc Technologies, e il futuro dei 1300 operai ancora appesi a un filo. Lo hanno fatto capire anche dal Ministero della sviluppo: la partita si gioca sul tavolo del concordato preventivo e l'interlocutore vero di qualsiasi soggetto economico interessato alla Vdc resta il dottor Caiafa.

Intanto i sindacati hanno convocato un'assemblea nello stabilimento per il giorno 31 gennaio. L'indomani degli incontri istituzionali che si terranno presso la Provincia di Frosinone, il 25 gennaio, e la Regione Lazio il 26 gennaio al quale parteciperanno anche i Sindaci di Anagni e del comprensorio. Un rituale, quello delle riunioni sindacali ed istituzionali, opportuno a tenere alta la guardia e a far girare le informazioni. E nulla più. La partita infatti si gioca su tutt'altri livelli.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 08:54

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