il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Economia ::> VDC, la storia si colora di giallo

VDC, la storia si colora di giallo

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Sample ImageANAGNI - Come aveva promeso in Aula ha fatto. E nell'incontro di ieri con il Ministro allo sviluppo economico Corrado Passera, la Deputata ciociara dell'Udc Anna Teresa Formisano ha scoperto le carte. Al neo ministro ha portato infatti alcune lettere del gruppo Ansaldo-Toshiba che dichiarano l'interessamento del colosso a rilevare il sito della ex Videocolor e a metterci dei soldi per riconvertire eventualmente la VDC Technologies. L'ultima missiva risale addirittura a giovedì, a firma del vicepresidente del famoso gruppo industriale l'ingegner Angelo Scalone. Indiscrezioni di stampa rivelano addirittura che i  vertici del colosso non sarebbero mai stati ammessi alla ispezione del sito. Davvero una faccenda inquietante.

Si dirime un pò di nebbia dunque sul futuro del martoriato sito industriale anagnino, mentre 1300 operai e le loro famiglie restano col fiato sospeso in attesa di notizie da Roma. Sul tavolo istituzionale del Ministero ancora nulla infatti. Anche se Passera avrebbe promesso alla Formisano di muoversi presto in questa direzione. C'è da sperare infatti che l'evoluzione di queste ore faccia decidere il Ministro a prendere in mano la situazione. La stessa Formisano ha aderito ad un incotnro con le sigle sindacali e le Rsu dello stabilimento presso la sede UIL di Frosinone lunedì prossimo.

Ad oggi infatti il vero nodo da sciogliere resta perchè queste lettere sono rimaste nascoste. Chi aveva interesse al Ministero a insabbiarle durante il precedente Governo? Se di questo si  è trattato. La vicenda si colora di giallo, e prende i connotati di una vera e propria spy-story. Se qualcuno volesse il fallimento della VDC infatti e stesse remando per questo davvero confermerebbe ciò che per molto tempo tutti avevamo ignorato o fatto finta di non sapere. La riconversione di questo sito industriale anagnino (o, speriamo mai, il suo fallimento) è l'operazione economico-finanziaria tra le più consistenti e voluminose in Europa degli ultimi anni. Forse l'esito di questa storia, più grande di noi, ha radici lontante. Forse fin da quella firma del 2001, quando gruppo Thomson, famiglia Dhoot e Governo italiano (rappresentato da Gianni Letta) avviarono quella dismissione della Videocolor da cui iniziarono tutti i problemi. Chi aveva già in mente come sarebbe dovuto andare a finire questo pecorso ad ostacoli? La sensazione però è che negli anni, più di qualcuno con la sua "insolenza" ha rotto le uova nel paniere a chi credeva di aver già fatto l'affare del secolo. Forse anche tra quei politici, locali e non, che oggi vengono messi tutti nello stesso tritacarne quando si dice "le istituzioni e la politica sono lontane da questo dramma della VDC". Il tempo dirà se queste sono solo congetture giornalistiche.

Intanto sul futuro immediato della VDC e dei suoi lavoratori cassaintegrati pesa la mancata nomina dei commissari dal Tribunale, che dovranno gestire l'ormai famoso concordato preventivo. Un passo decisivo per far chiarezza sui debiti del gruppo Videocon e sul possibile rientro da parte dei creditori, che aprirebbe le porte a nuovi acquirenti, ovvero quel gruppo arbao-canadese SSIM che già da tempo ha manifestato il suo interessamento e ora, è ufficiale, l'Ansaldo-Toshiba.

Accanto a questo resta aperta la partita del rinnovo degli ammortizzatori sociali. Eh sì, i lavoratori! Sembrano l'ultima ruota del carro di una giostra che va avanti da sé. Eppure son quelli che anno dopo anno e giorno dopo giorno pagano sulla propria pelle l'incertezza del domani. Quanto silenzio c'è stato in passato su quei suicidi di operai Videocon che non hanno resistito all'incertezza, quella di non sapere cosa sarebbe accaduto domani. Segno che spesso la cassaintegrazione non basta a dare speranza,  ma forse solo a mettere delle pezze. Solo che a furia di mettere toppe il vestito finisce per logorarsi. E se questo conviene a qualcuno, non è certo l'auspicio dei 1300 lavoratori ex Videocolor e delle loro famiglie che di toppe ne hanno sopportate fin troppe.

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 21:35

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

Articoli più letti questo mese

Articoli più letti questa settimana

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito