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Lazio, 150 milioni di tagli sul trasporto pubblico

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Sample ImageROMA - Si è svolta questa mattina, presso la Sala degli Etruschi del Consiglio Regionale del Lazio, una riunione convocata dall'assessore regionale alle Politiche per la Mobilità e il Trasporto Pubblico Locale, Francesco Lollobrigida, sul tema della riorganizzazione del trasporto regionale, alla luce dei possibili effetti della legge di stabilità 2012 proposta dal Governo nazionale.
Durante la riunione, i tecnici della Direzione regionale Trasporti hanno illustrato in maniera dettagliata alle parti intervenuti la situazione economica regionale nel settore, evidenziando gli effetti sul trasporto laziale dell'attuale manovra economia nazionale. Il dato più evidente è risultato essere la diminuzione del conferimento statale, per l'anno 2012, di circa 150-160 milioni di euro. 
«Abbiamo voluto convocare questo tavolo - ha spiegato l'assessore Lollobrigida - per mettere al corrente tutte le varie anime del settore trasporti, dalle parti politiche alle aziende, dai lavoratori ai pendolari, della situazione odierna e dei possibili sviluppi ad oggi, se la manovra governativa non dovesse essere rivista. Il nostro obiettivo è quello di riorganizzare il trasporto per ridurre al minimo l'effetto dei tagli: a questa riunione, dunque, seguirà un intenso calendario di tavoli tematici che dovranno lavorare per ottimizzare le risorse ed arrivare a un quadro generale che possa penalizzare il meno possibile l'utenza e i lavoratori».
Sample ImagePresenti alla riunione i componenti della Commissione regionale Mobilità, a partire dal presidente Giovanni Di Giorgi ai vice presidenti Franco Dalia e Antonio Paris, l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, gli assessori alla Mobilità delle Province di Rieti, Giancarlo Felici, di Viterbo, Domenico Simeone, e di Frosinone, Ennio Marrocco, la presidente dell'Osservatorio regionale sui Trasporti, Simona Costamagna, l'amministratore di Atac, Carlo Tosti, i presidenti di Anav, Antonio Pompili, Aremol, Roberto Rastelli, Anci Lazio, Fabio Fiorillo, e di Cotral, Vincenzo Surace, i rappresentanti di Trenitalia, Cotral, Unindustria, Asstra e Roma Servizi per la Mobilità e i delegati sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Faisa Cisal e Sul.

Verso la fine del Metrebus?

A destare molte preoccupazioni è in particolare la proposta proveniente dall’AD di Atac, Carlo Tosti, di disdettare la convenzione Metrebus con Cotral ed FS.

La presidente Renata Polverini ha stigmatizzato la decisione unilaterale da parte dell’azienda dei trasporti del Comune di Roma.

Ivano Pedduzzi, capogruppo della Federazione della Sinistra in Consiglio Regionale, parla di «stangata per gli utenti» in arrivo come conseguenza dei provvedimenti del centrodestra, criticando in particolare «l’incapacità delle amministrazioni e il continuo spacchettamento della gestione di un sistema che, invece, andrebbe unificato e coordinato tra tutti i vettori (Fs, Cotral, Atac e aziende private).
A chiudere, almeno in parte, le polemiche è giunta oggi una parziale smentita proveniente dalla stessa Atac, secondo cui la disdetta della Convenzione Metrebus «è da riferirsi unicamente agli accordi in essere tra le aziende parti della convenzione cosiddetta Metrebus (Trenitalia SpA e Cotral SpA), e non al sistema tariffario integrato, la cui disciplina è di competenza della Regione Lazio».

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