il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Economia ::> Retuvasa: «Gaia, su cosa si taglia?»

Retuvasa: «Gaia, su cosa si taglia?»

  • PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 


Sample ImageANAGNI - La Rete per la Tutela della Valle del Sacco torna alla carica sulla gestione degli impianti di incenerimento di Colleferro, puntando il dito contro ciò che si nasconde dietro le operazioni di «riorganizzazione» delle attività gestionali connesse con i cosidetti termovalorizzatori. In un comunicato stampa diffuso in queste ore, Retuvasa osserva: «Anche per Gaiagest srl, società controllata al 95% da GAIA spa che si occupa della gestione degli inceneritori di Colleferro, si apre la via della “riorganizzazione”? Dietro questo asettico termine tecnico, pare chiaro cosa si nasconde: riduzione del personale, taglio dei lavoratori.

Durante una riunione sindacale interna dello scorso 11 ottobre, sono stati illustrati i provvedimenti gestionali-organizzativi volti a ridurre i costi di gestione, soprattutto attraverso il ridimensionamento degli addetti all’impianto di incenerimento rifiuti: addetti alla conduzione, alla sala di controllo unificata, alle verifiche e manovre degli impianti, al caricamento del CDR, ad altre aree di attività amministrativa, manutentiva, ecc.
E come in ogni ristrutturazione che si rispetti, potrebbero essere previste anche “esternalizzazioni”. Altro tecnicismo che comporta, in pratica, lo sfruttamento a minor costo dei lavoratori, spesso precari e con minore formazione specifica, delle ditte subentranti.
Sembra che questa sorte potrebbe toccare al settore della manutenzione e del trattamento delle ceneri.
Il tutto con un taglio presunto del 50% del personale di Gaiagest srl.
Ci chiediamo se la cosa sia chiara all’amministrazione comunale di Colleferro e come i sindacati intendano affrontare la situazione.
Siamo solo alle prove tecniche? Cosa succederà quando GAIA spa verrà acquisita da Lazio Ambiente spa? Altri tagli al personale anche negli altri settori lavorativi?

Ma oltre al dramma occupazionale che potrebbe coinvolgere decine e decine di famiglie, la questione va considerata anche dal punto di vista ambientale.
Premessa la nostra assoluta contrarietà all’utilizzo della pratica di incenerimento nel ciclo dei rifiuti, è più che legittimo il sospetto che la riduzione del personale metta a rischio il sistema dei controlli e il corretto funzionamento degli impianti, notoriamente obsolescenti, e quindi maggiormente a rischio per l’ambiente.

Riteniamo inoltre che le modifiche strutturali sul controllo del processo produttivo e i previsti tagli occupazionali potrebbero rendere superata l’Autorizzazione Integrata Ambientale e le relative prescrizioni, in quanto si potrebbero determinare delle incongruenze tra le singole autorizzazioni dei due impianti e l’accorpamento di alcune parti di essi. Ma su questo punto torneremo più approfonditamente in seguito.
In conclusione, gli inceneritori non servono se le istituzioni sono in grado di promuovere un ciclo virtuoso dei rifiuti.
Ma chi intenda, contro ogni logica ambientale ed economica, continuare a utilizzarli, non può e non deve farlo ad ulteriori spese della sicurezza, dell’ambiente e dell’occupazione».

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito